Brescia. Aveva 11 anni quando il finlandese Pentti Sammallahti scattò la sua prima fotografia, ispirato dalle fotografie della nonna Hildur Larsson una pioniera della fotografia che lavorava a Helsinki per il giornale Kaiku nei primi anni del ‘900.

Le sale della Galleria dell’Incisione ospitano dal 2 febbraio al 17 marzo “Des Oiseaux”, la mostra che prende il titolo dal nuovo libro del fotografo Pentti Sammallahti (Éditions Xavier Barral, 2018). In mostra una trentina di scatti, una preziosa occasione: interrogare gli universi di diversi artisti per scoprire in che modo si sono lasciati ispirare da quello che, declinato in una moltitudine di specie, può essere considerato l’animale allegorico per eccellenza.

Difatti insieme a questa nuova rassegna di fotografie del maestro finlandese, a cui la galleria aveva dedicato una sua personale “Aspettare l’immagine” nel 2008 curata da Silvana Turzio, sono quindi esposti disegni, acquarelli, stampe, fotografie e sculture, tutti a tema ornitologico, di autori storici e contemporanei.

Che si tratti del canto che annuncia l’arrivo della primavera, dei suggestivi e coreografici passaggi migratori o dell’invidia di una condizione di libertà che ispirò a Paul Valéry la celebre frase “Il faut être léger comme l’oiseau et non comme la plume” (Si deve essere leggeri come l’uccello che vola, e non come la piuma), il potente legame che questo animale intrattiene con la natura e con la sua ciclicità si conserva inalterato nel tempo, giungendo fino al cittadino urbanizzato di oggi che durante l’inverno assiste all’arrivo di uccelli in cerca di qualche grado in più rispetto alla rasa e fredda campagna.

Pentti Sammallahti errante viaggiatore in cerca di immagini ha girato il mondo dando un senso soprannaturale di un momento sospeso nel tempo ai suoi scatti, con la sensibilità e la bellezza di mostrate la sua esistenza animale. Come vagabondo e maestro artigiano Sammallahti registra le relazioni che scopre tra persone e animali nei luoghi lontani che visita. Come appassionato ricercatore del perfetto metodo di stampa meccanica, le sue innovative tecniche di stampa e la reintroduzione della forma del portfolio hanno risvegliato un più ampio interesse per l’arte fotografica pubblicata.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.