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Soncino, Cremona. Si ritorna in uno dei periodi più bui e sconfortanti della seconda metà del secolo scorso, sui Balcani scoppiava una tremenda guerra fratricida, cruenta e sanguinosa, da dove riaffiorano drammaticamente parole di “pulizia etnica e stupro”.

Provoca circa cento mila vittime, oltre due milioni di rifugiati e sfollati e un nuovo genocidio in Europa. L’assedio di Sarajevo da parte dell’esercito serbo diventerà il simbolo di una guerra atroce e assurda nella quale il maggior numero di vittime si contò fra i civili. Ogni mezzo fu ritenuto valido: violenze fisiche sulle persone, torture, distruzione di villaggi, espulsione oltre confine e internamento in campi di concentramento. La piccola cittadina di Srebenica ne rimase il simbolo del male.

Mercoledì 18 aprile alle ora 21 presso il “Chinaski liberi e caffè” in via Matteotti, il servizio Civile Acli di Crema presentano il libro: Diario da Sarajevo, scritto da Ustalić Dubravka, tradotto in italiano da Silvio Ziliotto. Ingresso libero. Il traduttore del testo Silvio Ziliotto, presidente IPSIA Milano, sarà presente alla serata.

Scrive Jovan Divjak  nella prefazione: “Il libro di Dubravka è la storia intima e al contempo universale di una ragazza, una moglie, una madre che vive gli orrori della guerra a Sarajevo; una vicenda comune a tante donne e madri in tutta la Bosnia Erzegovina accerchiata, con davanti agli occhi, notte e giorno, le vittime delle granate, dei cecchini, senza cibo, acqua, corrente elettrica e con la paura ininterrotta per la vita del figlio, del marito, dei genitori, degli amici e dei vicini”.

Si legge tra le pagine del libro: “12 agosto 1993. Ancora un massacro! Ancora una granata è stata sparata sui sarajlija che aspettavano in fila il loro turno per l’acqua: ne sono morti dodici, i feriti sono quindici. Ognuna di queste granate lascia dei segni nei nostri cuori che fanno male e che non si rimargineranno mai. Il sangue e le lacrime scorrono nella nostra Sarajevo, in Bosnia Erzegovina! Scorrono ogni giorno e impregnano la triste verità della guerra di un colore, quello rosso del sangue… Ogni giorno qualcuno perde qualcuno, qualcuno seppellisce qualcuno nella terra madre.

Ogni giorno la guerra spegne la luce della vita e rimangono il buio, il grigiore e il fumo; restiamo come ombre nascoste e sopraffatte dal dolore. I colori della guerra, il colore del dolore e del sangue dell’uomo divengono testimonianza di una coscienza, che non so dove si trovi ora, dove sia svanita e se ancora esista! Mai nessuno potrà permettersi di dimenticare le vittime di questa guerra terribile!

Nella città diventata, durante quattro anni di assedio, “il più grande carcere al mondo”, una donna racconta le vicissitudini vissute in prima persona e dalla sua famiglia, tra fughe, dolore e ritorni. Il diario personale, dolce, tragico e a lieto fine di una giovane madre alle prese con un’esperienza terribile, quella della guerra. Un testo di rara intensità, scritto a mano, al buio, durante l’assedio, e continuato negli anni successivi, quelli della ricerca di una normalità come emigranti prima in Germania, poi in Italia. Una normalità impossibile, perché c’erano una patria e una città da ricostruire e troppo forte era il richiamo delle radici.”

Il diario di Dubravka è qualcosa di più di altre cronache della nostra epoca: vi è l’amore di una giovane madre e moglie, la lucidità incredibilmente pratica di una donna intelligente, la passione per la famiglia e la vita, la voglia di continuare a sognare nonostante tutto e tutti e, infine, la capacità di narrare giorno dopo giorno cogliendo i fatti oltre l’apparenza e persino oltre l’orrore, senza rinunciare alla descrizione della dura quotidianità”. (Silvio Ziliotto)

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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