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Luglio 2016 – Ci siamo, il count down sta scoccando le ultime ore, sette per la precisione.

Partiremo domani all’alba. Anche quest’anno ho preparato un grande viaggio, non poteva essere altrimenti. Ora o mai più… questo il motto che mi sono imposto.

Dopo 31 anni dal mio primo battesimo in terra Africa (Marocco 1985) e dopo 30 anni (Tunisia 1986) dalla “mia prima Africa” con Luisa, eccomi di nuovo ad affrontare nuovi e sempre più lontani orizzonti.
Tornerò finalmente a correre in quegli spazi che da sempre affascinano esploratori, avventurieri, sportivi…

Ma cosa mi porterà ancora una volta a rischiare tutto quello che fin qui ho costruito? La risposta viene immediata, spontanea, come l’acqua da una sorgente di montagna. E’ lo spirito di libertà, che anno dopo anno, avventura dopo avventura, cresce sempre più nella tua anima e nella tua mente, fino a diventare ragione (essenza) del tuo essere.

Ma perché l’Africa e perché la grande meta di quest’anno che tra l’altro non ho ancora svelato? E’ il destino che ci sceglie o, come fermamente voglio credere, è ognuno di noi che sceglie il proprio destino?

facciamo un passo indietro…

1975
Una vecchia moto Gilera solcava a fatica le ultime dune dell’Adriatico. Siamo al Lido di Venezia e più precisamente sulla splendida spiaggia degli Alberoni, Due secoli prima ci correva libero a cavallo il grande Lord Byron.

Ora un ragazzetto magrolino ripeteva le sue gesta a bordo del suo moderno (antiquato per il suo tempo) “cavallo d’acciaio. Era un Gilera 124 regolarità casa con il quale i campioni del tempo correvano le più impegnative gare di regolarità.

1982, inverno
Con l’amico Steve e due ragazze “sbarchiamo” a Parigi. Non possiamo mancare all’appuntamento clou di fine anno. All’alba del primo gennaio, senza chiudere occhio, siamo in Place della Concorde.

Da lì parte la più straordinaria gara di tutti i tempi, la Paris-Dakar… le ragazze presto vengono dimenticate, quei momenti invece, penetrano nel profondo.

1983, giugno
Acquisto, usata, un Xt 500 (Yamaha), icona assoluta tra le moto enduro. Ad agosto compio il mio primo vero viaggio in moto, percorriamo tutta la costa iugoslava fino a Dubrovnick, il mio compagno Stefano mi segue coraggiosamente in… “primavera” (vespa).

1984, ancora inverno e ancora Parigi
Questa volta c’è una ragazza che si chiama Luisa. Non posso però mancare all’appuntamento ad un passo dal Trocaderò… c’è Jack Ickx, a bordo della sua incredibile Porsche 959 4×4 con livrea Rothmans. C’è Hubert Auriol e Gaston Rahier con le loro incredibili R100 gs. Le loro imprese da quel momento diventano leggenda… Non dimenticherò più quei momenti e… questa volta, non dimenticherò neanche quella ragazza.

1985, agosto
Inebriato dai boxer e dai loro piloti, dominatori assoluti in terra d’Africa, passo al mio primo bicilindrico, un R45. Nuovo fiammante. Da lì a poco diventerà una grande compagna. Ha la livrea Alpen weiss della Polizei tedesca.

E’ il passo fatale. Da quel momento non lascerò più la casa bavarese. Da quel momento il boxer batterà all’unisono con il mio cuore.

1989, estate
Dopo altri due sbarchi in terra d’Africa (Tunisia e Marocco 1987-1988) giunge l’ora della grande impresa.
Mi aspetta quella che diventerà la più estrema e rischiosa avventura della mia vita: la Transahariana centrale, la madre di tutte le piste africane.

Allestisco l’R45 con pneumatici artigliati chiedendo un permesso speciale all’importatore ufficiale della casa bavarese. Compagni d’avventura sono dei ragazzi conosciuti in Africa, italiani e francesi. Le loro moto erano Cagiva Elephant, Yamaha Tenerée, Honda XRL Pa- Dak…

Arriverò a Tamanrasset in pieno agosto allo stremo delle forze. Pochi da quelle parti avevano visto arrivare fin là una moto stradale… Nell’oasi, cuore del Sahara, con un rocambolesco viaggio Salonicco – Conegliano (auto), Conegliano-Roma (treno) Roma- Algeri aereo) e Algeri Tamanrasset (ancora aereo) mi raggiunge Luisa.

Finiremo all’eremo di Pere de Foucauld , in cima all’Essekerem, la vetta più alta della grande catena montuosa dell’Hoggar, estesa tre volte l’Italia. Sarà il suggello di un impresa e… di un amore.

2002, marzo
Corono un altro sogno, salire su quella al tempo considerata inarrivabile (per i costi) R80 g/s, nata appunto con la grande corsa africana (1979-80) di cui diventerà presto regina.

Vado a prenderla a Varese, è nata nel 1983. E’ completamente originale, non solo, il proprietario ha conservato anche l’allestimento (al tempo in kit) della versione Dakar. Con questa organizzo due memorabili raid tra le montagne e il deserto tunisino.

Compagno di avventura sarà questa volta Nicola, con il suo storico R80 g/s in versione originale Paris-Dakar (firmato Rahier) assieme a Vittorio, sempre in R80 g/s.

2013 novembre
Ancora a Varese, ancora un bicilindrico, questa volta moderno, un R1200gs, sempre naturalmente usato.
L’affianco alla sorella maggiore e preparo subito un grande viaggio.

La meta sarà Cipro Nord dove, via terra e mare arriverò percorrendo via terra tutta la Grecia, la Turchia occidentale, la Cappadocia. Arriverò a Famagosta e Nicosia, eroici baluardi della Serenissima Repubblica e poi naturalmente, il ritorno.

2015, marzo
Ancora un cambio. Il passaggio è inevitabile. Porto a casa la regina assoluta dei grandi viaggi su due ruote: la 1200 gs Adventure, in livrea triple black.

Ancor prima di trovarla organizzo un viaggio che so, entrerà subito nella storia. Lo chiamerò Passage to Iran.
Un viaggio terrestre, come sempre, che attraverso vie antiche mi porta fino alle porte della magica Esfahan e dei grandi deserti che guardano l’Afghanistan e il Pakistan. In tutto sfioriamo gli 11.000 chilometri.

2016 13 luglio
Dopo un anno di pianificazione siamo ancora una volta pronti ad affrontare un’avventura, questa volta, forse, la più difficile di tutte. La meta sarà Dakar, l’estremo lembo occidentale di terra africana.

Il punto, quel lago rosa (Lac Recba) che ha visto arrivare i piloti della più incredibile competizione motoristica del mondo. Tra questi, i nostri grandissimi Edi Orioli e Fabrizio Meoni che il destino vorrà immolato (2005) in un incidente mortale tra le sabbie mauritane.

Bene, forse, almeno lo spero, sono riuscito a farvi capire come sono arrivato a questa decisione e a questa nuova avventura irta di fatiche e difficoltà ma anche piena di fascino.

Tutto ora è pronto. L’adrenalina e la tensione toccano il loro massimo limite, quasi ad offuscare la mente.
Non attendo altro che quell’attimo. Schiacciare il pulsante e sentire il suono sordo dei due cilindri, pronti ad accompagnare il mio sogno.

Da quel momento i miei compagni saranno il vento, il sole e la sabbia… per migliaia di chilometri.

Correrò lungo un filo di lana tra due immensità della natura, il grande Oceano a occidente e il grande Mare di sabbia ad oriente, quel deserto, il Sahara, da sempre temuto dagli uomini.

Correrò come sempre con la mia musa alle spalle, come Athena, sempre pronta a proteggere il suo guerriero.

Correrò in bilico tra l’Inferno e il Paradiso, sapendo bene che per arrivare al secondo dovrò passare per il primo.

Correrò pensando alla mia vita, ai miei cari, ai miei figli e… ai miei amici, certo, come sempre che una parte del mio destino dipenderà anche da loro, dalla loro energia che so, sempre, mi sarà vicina.

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