Lac Rose, Dakar, Senegal, July 30, 12.30 am.
Day 16, km. 5150

Le poche ore di sonno e la forte stanchezza accumulata in questi ultimi giorni mi privano sempre più spesso della lucidità per mettermi a scrivere.

Per questo motivo non riesco ad allinearmi con i report dei giorni passati. Me ne dispiace. Sappiate comunque che il mio pensiero va comunque sempre, più volte al giorno agli amici che, pur lontani, so sempre sostenermi.

… difficile, forse impossibile descrivere il momento in cui le mie Heidenau tassellate solcavano la sabbia di conchiglie di quel lago che ha visto per anni, nel mese di gennaio, passare i più grandi piloti del mondo, tra tutti, i grandissimi Edi Orioli e Fabrizio Meoni, quest’ultimo mai più rientrato dalle dune della Mauritania.

Proprio a lui, campione nelle gare e nella vita, voglio dedicare questa piccola grande impresa che con Luisa ho fortemente sognato e oggi, finalmente compiuto.

Tra due ali di pescatori e raccoglitori di sale, alle 12 di oggi, sfiliamo in parata a pochi passi dall’acqua, come fossi un vero pilota di quella competizione che, non ho dubbi di considerare, come la massima sfida in tempi moderni con mezzi meccanici a due e quattro ruote.

Lago rosa
Il sale del Lago rosa

Una sfida che, certamente, doveva essere né contro la natura, né contro un rivale, ma che trovava il suo motivo nel profondo del proprio essere, alla ricerca di quella essenza che può farci arrivare a comprendere il vero motivo della nostra vita. Questo, credo, fosse il vero spirito di tutti i piloti della Dakar.

La mia Dakar non finisce qui, come invece faceva quella vera. Dovrò riaffrontare difficoltá, fatiche, momenti difficili e migliaia di chilometri su strada per guadagnare un’altro traguardo importante, quello finale, forse, quello che vale più di tutti, quello di ritornare nella nostra casa, rivedere i miei figli e gli amici più cari.
Solo allora, potrò veramente assaporare questa impresa che so, per sempre, segnerà la nostra vita.