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I partecipanti al Convegno internazionale “Far crescere le banche locali costruendo alleanze” tenutosi a Quito il 24 e il 25 ottobre 2002, al termine dei lavori propongono una dichiarazione conclusiva che si impegnano a diffondere ai propri associati, agli organismi ai quali partecipano e alle opinioni pubbliche dei rispettivi paesi.

Preso atto dei contenuti del progetto “Microfinanza campesina in Ecuador”, dello spirito e dei valori che lo animano, condividono l’opportunità e l’utilità di stimolare concretamente il sorgere di nuove modalità di scambio e cooperazione che si fondino sui seguenti principi di base:

  • il primato della persona e l’economia come strumento al servizio della persona; L’economia è uno strumento al servizio dell’uomo, utilizzata per favorirne il progresso sociale, materiale e culturale, preservare e valorizzare l’identità delle comunità locali. E’ storicamente dimostrato come sia possibile partire dai valori e applicare modelli imprenditoriali e finanziari basati su quei valori, coerentemente con l’insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa.
    Il denaro è uno strumento che consente di costruire un futuro di maggiore dignità umana, di più solidi legami comunitari, creando fiducia, coesione e inclusione sociale. E’ uno strumento di sviluppo dell’economia reale, radicata nel territorio, attenta alla equa distribuzione della ricchezza generata, alla salvaguardia dell’ambiente, alla crescita del bene comune nel rispetto delle generazioni future.
  • La cooperazione come metodo; la cooperazione è uno stile d’impresa distintivo, caratterizzato dall’essere società di persone e non di capitali, regolato sul principio del voto capitarlo, della “porta aperta” del non avere scopo di lucro. In essa contano le persone, i soci e i clienti in primo luogo. Ma la cooperazione è anche un metodo organizzativo, che consente a tutte le aziende, al di là delle dimensioni di essere autonome, potendo beneficiare delle economie di scala connesse all’operare all’interno di una rete. Questo significa operare secondo un principio di sussidiarietà, perché il centro del sistema è costituito dalla singola banca cooperativa.
  • la creazione di “capitale sociale” per stimolare lo sviluppo locale; il capitale umano (ovvero le conoscenze), il capitale fisico (le infrastrutture), il capitale finanziario (le risorse monetarie) possono essere valorizzati dalla presenza di “capitale sociale” – la miscela feconda di fiducia, coesione, sussidiarieta’ – che stimola forme di ccoperazione efficace tra i diversi soggetti attivi sul terriorio e lo sviluppo delle reti di relazione. Le banche locali possono accrescere il “capitale sociale” delle comunita’ in virtu’ della propria visione progettuale del territorio.
  • la logica dello scambio e della reciprocità alla base dei progetti di cooperazione, in particolare in campo bancario e di sviluppo della microfinanza; nel Progetto Microfinanza Campesina in Ecuador si realizza uno scambio alla pari fra due sistemi di banche locali: da un lato il trasferimento e la messa a disposizione del consolidato bagaglio tecnico-economico delle Banche di Credito Cooperativo italiane può risultare utile per lo sviluppo di Codesarrollo; dall’altro, la capacità di fare comunità, di creare in essa circuiti virtuosi esaltando la dimensione sociale del proprio impegno che caratterizza le cooperative può risultare utile per il continuo e coerente aggiornamento della propria missione di banca locale per il Credito Cooperativo italiano. In questo modo, pur partendo da esperienze diverse, nelle banche locali gli obiettivi economici si fondono con quelli sociali, favorendo il mantenimento dell’identità e della coesione delle comunità locali in cui esse sono inserite.
    I progetti di cooperazione si fondano su tale logica di reciprocità.
  • l’autonomia dei soggetti e delle comunità locali, l’auto-aiuto, la democrazia e la partecipazione dal basso; lo sviluppo in senso completo della persona, e quindi i progetti che lo sostengono, trovano il fondamento nelle comunità locali, nella loro identità e capacità di organizzarsi, nella ricchezza che non è solo economica; queste energie fanno leva e vengono esaltate da esperienze di auto-aiuto e di partecipazione democratica. E’ importante quindi organizzare e animare attività di partecipazione dei soci delle banche cooperative nel territorio e di contribuire in tal modo a generare una forte soggettività sociale. La diffusione semplice e chiara dei risultati economici e sociali (attraverso strumenti adeguati e di rendicontazione) delle attività svolte aiuterà a creare consapevolezza dell’importanza di disporre di strumenti di auto-aiuto e auto-sviluppo.
  • l’economia “circolare” che crea ricchezza e la distribuisce ai componenti della comunità che l’ha generata; in contesti nei quali la ricchezza generata viene trasferita dal povero al ricco, dalle campagne alla città, dagli stati più poveri a quelli più ricchi; di fronte al fenomeno dell’immigrazione sia interna che esterna ai Paesi del sud del mondo appare centrale il sostegno a progetti che portino alla realizzazione di economie circolari che trattengano in loco la ricchezza creata. Stimolare il sorgere di attività produttive, valorizzare la realtà sociale, culturale presente in ciascuna comunità rappresenta l’obiettivo strategico di ogni banca locale.
  • il collegamento in rete delle comunità locali; le comunità locali si organizzano in rete per mantenere da un lato il radicamento, dall’altro valorizzare e far emergere la forza di un gruppo, intesa sia nella sua unità che nella diversità dei soggetti che lo compongono. Si tratta di un localismo forte, tuttavia pronto a mettersi in relazione, a dare e ricevere da diverse esperienze locali realizzate nel mondo.
  • il dialogo e lo scambio reciproco tra comunità all’interno del Paese e fra Paesi del Nord e del Sud del mondo; in modo analogo al collegamento in rete delle comunità locali, e’ importante riattivare nuove forme di collaborazione fra Nord e Sud del mondo, in particolare fra Europa e America Latina, basate sul principio di reciprocità e di scambio, di dialogo e salvaguardia delle identità delle comunità locali. Tali relazioni portano a uno sviluppo integrale sia delle comunità locali che nazionali.
  • Il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche nazionali, sovranazionali e internazionali; il nuovo protagonismo e la nuova vivacità delle iniziative delle comunità locali in campo economico e finanziario devono essere opportunamente rappresentati alle istituzioni pubbliche nazionali, sovranazionali e internazionali. In particolare, risulterà utile valutare l’inserimento dei progetti di sviluppo e consolidamento della microfinanza e delle banche locali nell’ambito di protocolli intergovernativi per la remissione del debito pubblico; proporre con forza la valorizzazione delle banche locali cooperative mediante un’attenta produzione di norme e regolamenti e di procedure di controllo appositamente studiati da parte delle autorità pubbliche dei Paesi del Sud del mondo; segnalare alle organizzazioni sopranazionali e internazionali (Unione Europea, Banca Interamericana di sviluppo, Banca mondiale, agenzie specializzate delle Nazioni Unite, ecc.) questa nuova modalità di cooperazione allo sviluppo.

Quito, 25 ottobre 2002

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