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Concesio, Brescia. Un traguardo importante quello che taglierà, sabato 9 novembre prossimo, la Collezione Paolo VI – arte contemporanea. Anche se gli spazi della nuova sede di Concesio furono inaugurati ufficialmente nel 2010, il museo festeggia i 10 anni di attività in una delle date che è tra le più importanti della sua storia.

L’8 novembre 2009 infatti, Papa Benedetto XVI venne in vsita a Concesio per inaugurare l’istituto Paolo VI e visitare in anteprima i nuovi spazi dedicati all’arte, che sarebbero stati aperti al pubblico di lì a qualche mese.

Dieci anni di attività che per il museo hanno voluto dire mostre, seminari e incontri, ma anche nuovi orizzonti, nuove passioni ed entusiasmi, mantenendo intatti però i valori di sempre, che verranno fe-steggiati con una giornata speciale, ricca di iniziative.

Si inizia alle 14,30 con “Un museo unico al mondo”, accompagnati dal direttore del museo Paolo Sacchini. Il percorso ideale per chi non ha mai visitato il museo, ma è curioso di scoprirne i tan-ti capolavori! Da Matisse a Chagall, da Rouault a Picasso, da Hartung a Fontana, Vedova, Ko-koschka, Dalí, Pomodoro, Sironi, Radice, Manzù, de Chirico, Azuma e tanti altri.

Si continuerà alle 15,30 con un approfondimento dedicato alle origini del museo, in particolare agli artisti più legati a Giovanni Battista Montini. Il futuro Papa Paolo VI inizia ad interessarsi all’arte contemporanea intorno al 1930, ma è soprattutto a partire dalla metà degli anni Cinquanta – quando diviene Arcivescovo di Milano – che comincia a stabilire i rapporti più sinceri e intensi con gli artisti, grazie soprattutto alla fondamentale opera di mediazione del suo segretario Mons. Pa-squale Macchi. Nasce così il primo nucleo delle opere del museo, con lavori di artisti come Carpi, Manfrini, Longaretti, Scorzelli, Minguzzi e Bellotti.

Dalle 16,30 con Michela Valotti, responsabile dei Servizi Educativi del museo e docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, i visitatori potranno “in-contrare” e “conoscere”, una delle opere più interessanti della Collezione Paolo VI: la Santa Cena di Gino Severini. Il museo ospita il bozzetto preparatorio per il grande affresco realizzato dal pittore cortonese per la Chiesa di La Roche, nella Svizzera romanda, che è tra le prime e più signifi-cative testimonianze del riavvicinamento tra l’arte contemporanea e la sfera della spiritualità.

Infine spazio alle nuove acquisizioni: dalle 17,30 infatti si andrà alla scoperta del lavoro svolto negli ultimi 10 anni per accrescere la sua collezione. Se è vero infatti che il museo nasce innanzitutto dalla passione di Paolo VI e di Mons. Macchi, è altrettanto vero che non ha certo smesso di crescere. Sabato verrà organizzato quindi un percorso per conoscere alcune delle più importanti acquisi-zioni degli ultimi dieci anni, a partire dalle tavole originali del Lezionario CEI, donate al museo nel 2011, fino ai lavori acquisiti negli ultimi mesi.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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