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Ome, Brescia. Il Borgo del Maglio è composto da un nucleo di edifici rurali: il Museo Il Maglio Averoldi e la Casa Museo Pietro Malossi. Il luogo conserva tuttora immutato il suggestivo aspetto che lo caratterizza fin dall’origine, nel quindicesimo secolo. Proprio fuori da questo borgo molto suggestivo, si trova un grandissimo parco aperto al pubblico: un’enorme distesa verde ai piedi del bosco.

Circondato da un alone di affasciante atmosfera ideale per ospitare “Diluvio Festival” dal 29 luglio al 1 agosto, musica, arte e sogni si intrecciano nel bosco dell’antico maglio. Un luogo lontano dalla città, dove possiamo ritrovare l’essenza delle cose e di noi stessi, dove possiamo rinascere ed essere chi vogliamo. Non resta che abbandonarsi agli incantesimi, soprattutto quelli della natura, e all’illusione di catturare il tempo.

Intreccio è la magia di un’unione, è guardare il mondo con occhi nuovi, rivolgerci a ciò che è diverso da noi e capire che, in fondo, ci parla e non è poi così distante. In questo tempo strano di respiri sospesi e corpi lontani, possiamo ritornare a stare insieme a piedi nudi sull’erba e ricordarci il valore di essere legati l’un l’altro oltre schemi, confini e soprattutto, oltre l’uomo, verso nuove alleanze. Un luogo lontano dalla città, dove possiamo ritrovare l’essenza delle cose e di noi stessi, dove possiamo rinascere ed essere chi vogliamo. Non resta che abbandonarsi agli incantesimi, soprattutto quelli della natura, e all’illusione di catturare il tempo.

All’entrata dell’immenso parco che è la casa di Diluvio Festival giunto alla sesta edizione, l’antico maglio idraulico degli Averoldi, del XV secolo, è oggi anche un museo in cui si conservano gli strumenti agricoli che vi si producevano e dove è possibile assistere dal vivo alla lavorazione tradizionale del ferro. È possibile visitare anche la Casa Museo Pietro Malossi, in cui sono conservate preziose opere artistiche.

Per l’occasione, il Borgo del Maglio aprirà le sue porte a tutti gli utenti del festival con uno sconto dedicato.

Il programma del festival.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.