[quote_box_center]Non sono mai stato sicuro che la morale della storia di Icaro dovesse essere: “Non tentare di volare troppo in alto”, come viene intesa in genere, e mi sono chiesto se non si potesse interpretarla invece in un modo diverso: “Dimentica la cera e le piume, e costruisci ali più solide”.

Stanley Kubrick[/quote_box_center]

Questa frase di Stanley Kubrick sembra esemplare del lavoro di Icaro.

Quando e perché avete deciso di fondare questa associazione?
Siamo nati a giugno 2002, dopo un incontro con alcuni studenti che promuovevano un progetto sulla disabilità e sicurezza stradale.
Dal progetto, che si chiamava appunto Icaro, nacque l’idea di creare un’associazione e di unire le nostre esperienze. La mia era quella di un sedicenne che, per colpa di una banale distrazione su una vespa rossa , credendo di “vincere la strada” , si ritrovava a dover affrontare la disabilità, e il futuro, su una sedia a rotelle. L’incoscienza dell’età era stata più forte della voglia di avere una vita piena. Da quel momento la disabilità è diventata una sfida da vincere.

Lo sport è stato fondamentale in questo percorso di rinascita: questo è il messaggio che con Icaro volete trasmettere.
ICARO nasce per unire capacità e conoscenze per organizzare manifestazioni, corsi ed eventi sportivi per atleti disabili. L’associazione promuove l’attività attraverso dibattiti, film, mostre, libri, riviste. E’ molto attiva nel campo della comunicazione per diffondere il suo messaggio, renderlo vivo e concreto. Lo sport deve diventare parte integrante nei protocolli fisioterapici, per poi evolvere in soggetti motivati anche a livello agonistico. Nel mondo un atleta disabile è un atleta e basta. In Italia c’è ancora molta strada da fare.

Illustraci l’attività di Icaro.
ICARO è il gruppo sportivo con il maggior numero di tesserati con handicap fisico della provincia di Brescia. Durante la stagione agonistica organizziamo incontri, esibizioni sportive e tornei in scuole elementare e medie, coinvolgendo migliaia di bambini e ragazzi con l’intento di avvicinare i giovani disabili allo sport, con lo sviluppo di un settore giovanile.
Grazie agli scatti del nostro vicepresidente e fotografo Edoardo Cunsolo, stiamo portando in tutta Italia un mostra, realizzata a Londra durante le paralimpiadi: una occasione d’incontro che unisce arte, fotografica e dialogo su sport e disabilità. Dal punto di vista agonistico, a novembre parteciperemo, per l’ottava volta, al Campionato Italiano di basket in carrozzina, al centro Sportivo San Filippo di Brescia, un campionato molto impegnativo anche a livello economico.
Abbiamo una scuola tennis molto attiva a Palazzolo e Rovato e i nostri atleti partecipano a tornei a livello nazionale ed internazionale.
A livello federale non ci sono aiuti economici di nessun tipo, per questo lavoriamo ogni giorno per trovare sponsor e progetti adatti a sostenere l’associazione.

Cosa è il “progetto scuola”?
Il progetto scuola, attivo dal 2002, nasce per portare all’interno degli istituti scolastici la conoscenza e lo sviluppo dello sport nei soggetti portatori di handicap, soprattutto in fase preadolescenziale e adolescenziale. L’evento sportivo è l’occasione per discutere e confrontarsi con i giovani sulle barriere culturali ed architettoniche, sull’ integrazione lavorativa e scolastica, sulle potenzialità dello sport per il recupero fisico e psichico di chi vive il trauma della disabilità.
Con la collaborazione di insegnanti e dirigenti scolastici, ICARO propone momenti formativi ed educativi per tendere alla comprensione e all’integrazione, attraverso azioni concrete.
Gli atleti dell’associazione coinvolgono direttamente i ragazzi nell’attività di formazione/informazione invitandoli a provare le attrezzature utilizzate durante la pratica sportiva del basket e del tennis in carrozzina, giocando e interagendo insieme.

Qual è il messaggio di ICARO?
Quando vedi la tua vita cambiare improvvisamente e drasticamente, lo sport può essere una leva importante per ritrovare forza, vigore, voglia di vivere. Il trauma del disabile non è solo fisico e psicologico è anche sociologico: indifferenza, compassione, incomprensione sono logoranti. ICARO vuole essere divulgatore di una cultura della disabilità dove integrazione e consapevolezza sono i cardini da cui ricominciare.