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Verona. E se i dinosauri tornassero tra noi? E se ricomparisse anche l’uomo di Neanderthal? A teatro questo è possibile: ma non nell’illusione che si crea sul palcoscenico, ma proprio in carne e ossa. Sabato 17 marzo lo spettacolo sarà a Verona, al Teatro Stimate in due orari, alle 16.00 e alle 18.15, per un’ora di grande divertimento, per grandi e piccoli.

Perché a “Dinosaur Show Live Experience”, il fortunato spettacolo della Discovery Production che sta girando l’Italia a colpi di tutto esaurito,  quei bestioni della preistoria sono proprio lì davanti a noi. Coi loro nomi spaventosi già solo a pronunciarli, i loro ruggiti, gli occhioni che sbattono minacciosi, i musi che ondeggiano, la lunga dentatura a sega pronta a scattare su ogni pezzo di carne umana, insomma vivi e vegeti.

Dinosaur show “live experience” è un’avventura tra i dinosauri per tutta la famiglia, un’esperienza innovativa che mescola intrattenimento comico e scienza.

I dinosauri in scena sono tre (un tyrannosaurusrex, un velociraptor e un triceratopo): tre macchine straordinarie a grandezza naturale, costruite in gommapiuma e stoffa su uno scheletro d’acciaio, pesanti circa 40 chili e guidate all’interno da un operatore (di cui vediamo solo le gambe, comunque camuffate da zampe del dinosauro) con telecamera, monitor e joystick per guidarne i movimenti.

Un vero prodigio della tecnologia “animatronic”, ovvero quella multi-disciplina che unisce anatomia, robotica, meccanica e teatro di figura per creare pupazzi con caratteristiche del tutto realistiche, ma anche dell’estetica (sono davvero “belli”, se così si può dire), che la compagnia ha importato dagli Stati Uniti, dove sono largamente usati nel cinema o nei parchi a tema.

Una storia esilarante ambientata in un museo dove i giganti preistorici prenderanno vita grazie all’enigma della “tavola del tempo” risolto dal paleontologo tedesco Alfred.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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