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Sempre di più adolescenti passano gran parte della giornata al cellulare, sviluppando forme di dipendenza da internet e dai videogame. Ma quali precauzioni si possono prendere?

“Definire un tempo limitato di gioco, controllare le chat tra giocatori e passare tempo insieme (senza smartphone)”

Un ragazzo di 18 anni, la maturità imminente, il calcio, gli amici.

Eppure Giulio (il nome è di fantasia) ha rischiato di perdere tutto a causa di una dipendenza troppo spesso sottovalutata: quella da videogiochi sullo smartphone. Giocava sempre di più e piano piano ha smesso di andare agli allenamenti, si è ritirato dalla vita sociale e ha iniziato a prendere brutti voti. Così i genitori l’hanno portato in terapia: attraverso alcuni esercizi di memoria, la razionalizzazione dei tempi di gioco e il cambiamento delle sue abitudini, Giulio è riuscito a uscire dalla dipendenza.

Come Giulio, sono sempre di più gli adolescenti che sviluppano una dipendenza da internet e da videogame. Tanti anche i fenomeni connessi: si va dal vamping, con ragazzi che rimangono svegli fino a tarda notte per chattare, alla nomofobia, la paura di rimanere senza telefono cellulare, fino all’hikikimoril’isolamento di giovani che non escono più di casa e smettono di andare a scuola, restando connessi con il resto del mondo solo attraverso la rete.

Nel frattempo, gli oculisti parlando di un aumento della miopia infantile, mentre i fisiatri rilevano problemi alle vertebre cervicali dovuti all’uso eccessivo di smartphone. “Gli adulti sottovalutano queste nuove patologie e non fanno modifiche sostanziali al loro stile di vita, eppure basterebbe seguire alcune semplici regole per ridurre i rischi”, afferma la psicologa Giuliana Guadagnini, docente di Psicopatologia della realtà virtuale allo Iusve.

Cosa possono fare dunque le famiglie per difendersi dai rischi legati all’uso eccessivo delle nuove tecnologie? Ecco i cinque consigli della psicologa.

  1. Prima di comprare un videogioco, controllate di che tipo di gioco si tratta e per quale fascia di età è consigliato: capita spesso che i genitori acquistino un gioco perché il figlio vuole proprio quel prodotto, senza accorgersi però che si tratta di un videogame violento o inadatto al bambino. Una maggiore attenzione al contenuto del gioco può evitare molti problemi.
  2. Definite un tempo limitato di gioco: il gioco è bello quando è corto, dice il proverbio. Prima che il ragazzo inizi a giocare, definite con lui un tempo di gioco, oltre il quale si deve spegnere il videogame o lo smartphone, e cominciare una nuova attività, magari all’aria aperta o con altre persone, per evitare la chiusura e l’isolamento. Se, una volta finito il tempo, il ragazzo insiste per continuare a giocare, siate ferrei: le regole devono essere coerenti e credibili, per essere efficaci.
  3. Giocate insieme a vostro figlio: per condividere con il ragazzo l’interesse verso il videogioco, fatelo insieme a lui. Ne capirete meglio i meccanismi e potrete scoprirne i contenuti. Magari, perché no, divertendovi.
  4. Attenzione alle chat di gioco: non molti lo sanno, ma molti videogame danno anche la possibilità di chattare in rete con altri giocatori, per scambiarsi commenti e consigli. Il rischio è quello del grooming, l’adescamento da parte di adulti che si nascondono dietro falsi profili. Per questo, fate particolare attenzione quando il ragazzo partecipa alle chat di gioco, cercando di capire chi sono i suoi interlocutori.
  5. Passate tempo con vostro figlio (senza tenere lo smartphone sempre a portata di mano). Un consiglio che sembrerà scontato, ma che non sempre lo è: la miglior alternativa alla realtà virtuale è il mondo reale. Trascorrete tempo insieme, impegnatevi in attività creative e divertenti. Vedrete che il videogioco non sarà più così interessante.
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Redattore Sociale
Il Network di Redattore sociale raggruppa diverse iniziative di informazione, documentazione e formazione sui temi sociali. A promuoverle è la Comunità di Capodarco di Fermo, dal 1966 una delle organizzazioni italiane più attive nell’intervento a favore di persone in difficoltà e oggi diffusa in varie regioni. Motore di questa rete è la redazione dell’Agenzia giornalistica quotidiana Redattore sociale, nata nel febbraio 2001 ed oggi attiva su un portale web riservato agli abbonati.

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