Tempo di lettura: 2 minuti

Ferrara. Si sta svolgendo in questi giorni in città, organizzata dal Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah-MEIS la conferenza annuale dell’AEJM, l’Association of European Jewish Museums. Oltre 120 tra direttori dei musei ebraici, curatori e addetti ai lavori giungono nella città estense da tutta Europa e Israele per tre giorni, sino al 19 novembre, densi di incontri, presentazioni e momenti di confronto sui temi più disparati.

Una plenaria che anima diversi punti della città: gli spazi del MEIS, la Sala Estense, il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, la Biblioteca Ariostea, la Sala dell’Arengo e la Comunità ebraica locale. L’occasione permette di fare un bilancio delle attività dei principali musei ebraici ma anche di lavorare insieme per lo sviluppo di ambiti come gli allestimenti e gli oggetti delle esposizioni, le visite guidate, il marketing, la sicurezza e l’utilizzo del digitale.
Particolare spazio viene riservato all’esperienza del MEIS e dei musei ebraici in Italia.

Ma ad essere protagonista è anche Ferrara nelle sue diverse declinazioni: dall’ambito museale e turistico a quello culinario. Dopo la chiusura della conferenza, il 20 e il 21, sono previste due escursioni che seguono gli itinerari ebraici di Modena, Bologna e Monte San Savino.

Fondata nel 1989, l’AEJM, l’associazione dei musei ebraici d’Europa, è diventata una delle più importanti realtà che si impegnano nella conservazione del patrimonio ebraico del continente. Riunisce e rappresenta più di 60 musei di diverse città tra cui Berlino, Parigi, Varsavia e Londra.

Il suo scopo è quello di fare rete e impegnarsi nella conservazione dei beni e la promozione della cultura ebraica in Europa. Direttori e curatori lavorano insieme per condividere materiali, idee e problematiche. Si organizzano seminari e progetti da sviluppare in sinergia.
Ogni anno un membro dell’associazione organizza con il supporto dell’AEJM una conferenza annuale in un paese diverso. Il 2019 è l’anno del MEIS.

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *