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Modena. Nel cuore della pianura Padana, a Modena, dal 25 al 27 novembre la prima edizione del Festival della Migrazione, un percorso tematico che avrà al centro ‘Il diritto al viaggio’, per andare oltre ai luoghi comuni sull’immigrazione. Un tema affrontato dal festival con la coscienza della lealtà, della verità, nella consapevolezza che ci troviamo dinnanzi ad una calamità, un dramma che ha il volto di migliaia di bambini, donne e uomini.foto_luigi-ottani_migrazione2016

Tre giorni di convegni, dibattiti, laboratori, spettacoli e mostre per entrare nel vivo del tema migrazione e approfondirlo grazie alla partecipazione di relatori internazionali e alla voce dei protagonisti e delle loro storie. Questo l’obiettivo del Festival della migrazione, che per questa prima edizione ha scelto di investigare il tema “Diritto al viaggio: noi e loro” a 360°: dall’approccio giornalistico, giuridico e politico all’ottica antropologica e sociologica, passando per l’arte come strumento di integrazione. Non da ultime le testimonianze dirette dei migranti, i loro racconti dal vivo e attraverso immagini fotografiche e video racconti.

“Con questo Festival – queste le parole di Luca Barbari, presidente di Porta Aperta, associazione promotrice insieme a Fondazione Migrantes, Dipartimento di Giurisprudenza di Unimore e IntegriaMo, con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna e Comune di Modena e il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena – vogliamo ricordare a chi oggi innalza muri e nega il diritto a un rifugio per chi fugge dalla fame e dalla guerra, che così facendo sta contraddicendo i diritti che fondano la nostra casa europea, che è nata per estendere la pace, le libertà anche di movimento ed i diritti.

L’unica alternativa praticabile alla chiusura nelle nostre paure, è un impegno generale di accoglienza e di inclusione che non discrimini tra profughi, migranti e cittadini europei in difficoltà. Facciamo nostre le parole di Papa Francesco, che ha esortato i volontari ad aiutare ‘la nostra società ad ascoltare la voce dei rifugiati’”.

“Un Festival per condividere, anche attraverso l’arte, il racconto dei migranti, per rafforzare strumenti, modi e luoghi per tutelare il diritto di migrare e il diritto di rimanere nella propria terra – commenta così Gian Carlo Perego, direttore generale di Migrantes – Un Festival che invita ad abbandonare ogni forma di precarizzazione dell’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati, per costruire nelle nostre città nuovi servizi attenti a tutelare la dignità di persone in cammino. La democrazia italiana ed europea trova nella tutela dei migranti il banco di prova più importante per il suo futuro. Diversamente, il rischio è un ritorno a nazionalismi e protezionismi che mettono a rischio la sicurezza del nostro Paese e dell’Europa”.migranti

Il Festival, il cui comitato scientifico si avvale della presidenza onoraria di Romano Prodi, si aprirà, venerdì 25 novembre alle 9, con la sessione “Noi e loro: la bomba immigrati sull’Italia. La stampa tra dati oggettivi e luoghi comuni”: dopo l’intervista al vescovo di Modena, Erio Castellucci, l’intervento di due firme di punta del giornalismo italiano: Giampaolo Musumeci, giornalista e conduttore del programma “Nessun luogo è lontano” su Radio 24 e Jacopo Storni, giornalista di Redattore Sociale e Corriere.it e autore del libro “L’Italia siamo noi”. Protagonista del pomeriggio, alle 18, Domenico Quirico reporter de “La Stampa” e autore del libro “Esodo. Storia del nuovo millennio”.

La seconda giornata del Festival della migrazione, sabato 26 novembre, sarà inaugurata alle 9.30 nell’aula convegni del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio dal convegno “Noi e loro: dall’accoglienza alla convivenza inter-etnica, una sessione che investigherà le questioni giuridiche connesse all’immigrazione con avvocati e giuristi in prima linea nella difesa dei migranti e dei richiedenti asilo.

Noi e loro: tra scarsità e abbondanza. Cambiamo paradigma: nel pomeriggio di sabato dalle 16.30, sempre nell’aula convegni del Dipartimento di Giurisprudenza, un convegno a più voci con monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, l’antropologo Francesco Remotti e di Paolo Cianconi, psicoterapeuta.

La terza e ultima giornata del Festival della migrazione si aprirà domenica 27 novembre alle 9.30 nell’aula convegni del Dipartimento di Giurisprudenza e avrà al centro il tema “Noi e loro: la verità? Entri e ti senti fuori”. Protagonisti saranno due sindaci ‘di frontiera’: Giuseppina (Giusi) Maria Nicolini, sindaco di Lampedusa e Linosa e Enrico Ioculano, primo cittadino di Ventimiglia. Poi tanti i relatori che prenderanno la parola, segnaliamo Cecile Kyenge, eurodeputata e Alessandra Morelli di UNHCR.festival_migrazione_2016_banner

Alle 16 di domenica al Tempio la parola ai migranti e alle loro storie, a seguire l’intervento della scrittrice e musicista italo-etiope Gabriella Ghermandi, autrice di “Regina di fiori e di perle”. A seguire la presentazione del volume “Dal libro dell’Esodo”, il reportage realizzato dal fotografo modenese Luigi Ottani e dall’artista Roberta Biagiarelli sul confine greco-macedone, a cui hanno lavorato assieme a Paolo Rumiz e Cecile Kyenge.

A chiudere il pomeriggio, alle 18 in Duomo, la messa celebrata dal vescovo Castellucci e di nuovo al Tempio alle 19 il lancio del tema per il 2017.

Ricco anche il programma serale del Festival della migrazione: si parte venerdì 25 novembre alle 21 con la proiezione di “Io sto con la sposa”, si prosegue sabato 26 alle 20 con il dibattito “Noi e loro: la musica come strumento di integrazione” e il laboratorio sociale afrobeat di Guglielmo Pagnozzi, per chiudere poi domenica alle 21 con il del docu-film “Dream is reality”.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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