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Diritto di respirare è il tema portante della XIII edizione del festival IT.A.CÀ migranti e viaggiatori per tutto l’anno in corso: un pensiero che trae ispirazione da Achille Mbembe, filosofo camerunense considerato uno dei più importanti teorici del post-colonialismo.

“Dobbiamo rispondere qui e ora della nostra vita su questa Terra, insieme gli altri (compresi i virus). Questo momento patogeno rivolge proprio questo tipo di ingiunzione alla specie umana. Ci troviamo in un momento patogeno, ma anche nel momento catabolico per eccellenza, quello della decomposizione dei corpi, della cernita e dello smaltimento di tutti i tipi di rifiuti umani: la “grande separazione” e il grande confinamento, in risposta alla sconcertante diffusione del virus e come conseguenza della digitalizzazione estensiva del mondo”.

Quasi in poesia, Mbembe denuncia come prima di questo virus l’umanità era già minacciata di soffocamento, a causa di un ‘capitalismo che ha già confinato dei segmenti interi di popolazioni e intere razze a una respirazione difficile, senza fiato, a una vita pesante’.

Tema attuale e trasversale perché parla di respiro come diritto, oltre che come bisogno. Quel respiro che manca al corpo quando malato di covid-19, ma anche quando attraversa la città inquinata, rincorrendo ritmi frenetici, performando in apnea. Respiro come pausa e presenza, lento fluire della vita dentro e fuori ogni essere vivente. Si pensi alla mancanza di respiro del corpo sociale troppo oppresso dall’asfissia del capitalismo che toglie ossigeno con l’avanzata della crescita e del profitto.

IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: il festival del turismo responsabile mira a creare relazioni innovative e vincenti tra locals e turisti incoraggiando la comprensione dei principi del turismo responsabile tra viaggiatori, aziende, istituzioni e operatori turistici.

La rete di IT.A.CÀ ritorna sui territori in questo particolare anno per rilanciare, in maniera condivisa, la filosofia a cui il Festival si ispira organizzando dal 28 maggio al 1 novembre eventi sui territori realizzati dalle tappe per ritornare a camminare assieme in un unico grande cammino dal Nord al Sud d’Italia.

Un’edizione ricca di appuntamenti che coinvolge 16 Regioni, per un totale di 25 Tappe. Mai come quest’anno, colpito dagli effetti della pandemia, il Festival e la sua rete hanno lavorato nell’ottica di rendere sempre di più il ‘turismo sostenibile’ la vera ed unica leva per permettere al settore turistico di uscire dalla crisi, la chiave di volta per lo sviluppo delle aree interne della nostra Penisola.

L’invito è dunque a viaggiare assieme. Magari restando dove siete, ma con una prospettiva, culturale e civica, differente. Diritto di respirare ​è la risposta della rete del festival all’emergenza in atto​: per ricordare a tutti che esistere non è avere o possedere, ma significa semplicemente respirare. Ed è un diritto fondamentale della Terra, degli esseri che la abitano, delle nostre esistenze.