Rampe costruite con i mattoncini Lego per abbattere, in maniera creativa e colorata, le barriere architettoniche e, perché no, anche quelle mentali. Un centinaio di pezzi di varie dimensioni per ogni pedana, tenuti insieme dalla colla vinilica.

E se qualche bimbo riuscirà comunque a staccare un pezzettino, pazienza, si divertirà. È il progetto lanciato dalla cooperativa veneta l’Iride che in otto realtà tra Padova, Selvazzano e Saccolongo si prende cura del progetto di vita di 80 persone con disabilità.

Centri diurni, comunità alloggio, un gruppo appartamento per il dopo di noi. Tante diversità insieme, tante età, storie e passioni con un unico obiettivo, quello di promuovere e sostenere i percorsi di autonomia delle donne e degli uomini che intrecciano la strada di questa cooperativa nata 27 anni fa a partire da una consapevolezza precisa: la disabilità grave non può essere un alibi che porti a rinunciare a una possibilità educativa.

Tutto è cominciato con la scoperta, via Facebook, dell’attività di Rita Ebel, signora tedesca in carrozzina che, alla luce delle difficoltà che ogni giorno era costretta ad affrontare, ha pensato di realizzare rampe con i mattoncini più famosi del mondo.

Rampe mobili, che possano essere spostate all’occorrenza per scalini, marciapiedi, sedi istituzionali, negozi e ristoranti.

“La sua iniziativa ci ha incuriosito – spiega Erika Bragato dell’Iride, responsabile del progetto Lego –, anche perché, grazie alla nostra bottega, avremmo potuto realizzare qualcosa di simile”.

La bottega è Iridarte, il laboratorio di uno dei centri diurni della cooperativa. Lì i ragazzi, insieme con falegnami professionisti, raccolgono materiali e oggetti destinati allo smaltimento e donano loro, trasformandoli, nuova vita.

Pezzi di legno, barattoli, oggetti scartati. “Da un lato, implementiamo il nostro impegno per una sempre maggiore sostenibilità ambientale, nell’ottica del riuso e della rigenerazione, dall’altro offriamo la possibilità ai nostri ospiti di cimentarsi in nuove esperienze. Dalla commessa alla consegna del prodotto finito, si occupano di tutto”.

Così, l’Iride decide di contattare, sempre via social, “nonna Rita”, come la chiamano tutti: «Le abbiamo scritto e ci siamo fatti raccontare la sua esperienza.

È stata gentilissima, ci ha mandato le schede tecniche per la realizzazione delle rampe: ce ne sono di diverse dimensioni, adattabili a diversi spazi”.

Step successivo, recuperare contenitori da posizionare in alcuni punti strategici del territorio dove raccogliere, grazie alla solidarietà dei cittadini – e magari anche dal desiderio di qualche genitore di fare un po’ di spazio in casa –, i mattoncini necessari per la realizzazione delle opere.

È a questo punto che prende vita una catena di curiosità e partecipazione che, in pochi giorni, ha consentito la raccolta del numero sufficiente di Lego per costruire le prime due rampe, posizionate davanti a un ottico del Quartiere Guizza di Padova.

Soddisfatta la prima signora in sedia a ruote che, pochi minuti dopo la posa, per entrare nel negozio ha trovato la bella sorpresa. Con un video su Facebook ha voluto ringraziare gli architetti dei mattoncini. Le rampe in Lego, insomma, hanno superato brillantemente il test.

“Molti negozi si sono già fatti avanti – prosegue Bragato –. I nostri contenitori punteggiano tutta la città. Ora ci piacerebbe anche metterci in contatto con supermercati e municipi, per diffondere il nostro messaggio.

Il Comune di Selvazzano ci ha già contattato, vorrebbe contribuire alla raccolta. Si è interessata anche l’amministrazione di Verona”.

Per dare ulteriore spinta alla raccolta, Iride ha anche contattato uno dei dirigenti Lego in Danimarca: “Speriamo ci possa aiutare, magari in azienda avranno pezzi rotti, fallati, non adatti a essere messi in commercio. Se possibile, a noi piacerebbe offrire ai mattoncini una seconda possibilità. Una cosa vogliamo sottolineare: abbiamo contattato nonna Rita via Facebook, la Lego via Linkedin. I social ci stanno dando una grossa mano”.

A lavorare al progetto sono una quindicina di persone che frequentano Iridarte e che, per le regole di contrasto al contagio, sono divise in gruppi da cinque. “Sono tutti molto impegnati: i loro manufatti hanno un ottimo mercato.

Dopo il lockdown non vedevano l’ora di tornare a lavorare. Così, recuperando vecchi bancali, hanno realizzato tavoli e panchine per colorare e abbellire la zona industriale di Saccolongo.

Quell’angolo vivace di relax è molto gettonato dai lavoratori della zona, per consumare un pranzo al volo e fare due chiacchiere. Qualcuno ha commentato che acquistare rampe in alluminio è più economico che seguire tutto questo progetto.

Vero: ma vuoi mettere la soddisfazione? È il processo a essere interessante, fa sentire i nostri falegnami in erba attivi e vitali”.

A far da traino all’iniziativa, Enrico Balestra, giovane 26enne impegnato in un laboratorio di comunicazione gestito da Riesco, cooperativa che fa parte come l’Iride delle rete Habile, impegnata nell’inserimento lavorativo delle persone con disabilità.

Enrico, appassionato di costruzioni, con i mattoncini scartati dall’assemblaggio delle rampe dà vita ai personaggi dei videogiochi anni Ottanta, come Super Mario e Pac-Man. Installazioni artistiche che diventeranno complementi d’arredo negli uffici della cooperativa. Braccio destro e braccio sinistro di Enrico, gli amici-colleghi Ludovico Lancia ed Enrico Ortile.

Come spiega ancora Erika Bragato, nel Dna dell’Iride c’è la convinzione che ogni occasione possa essere buona per sottolineare quanto il sentirsi utili e il tenersi impegnati sia fondamentale per gli ospiti dei centri.

I mattoncini colorati, che tutti conosciamo bene sin dall’infanzia, ci permettono di parlare di disabilità evitando quell’approccio talvolta un po’ pesante per favorire un taglio più leggero e positivo.

La nostra mission è supportare le persone con una disabilità anche grave nel percorso di costruzione della propria identità sociale e il progetto Lego si inserisce perfettamente in questa direzione”.

Con il passare dei giorni si moltiplicano le richieste di coloro che vorrebbero mettere a disposizione un contenitore per raccogliere i mattoncini e di chi vorrebbe posizionare una rampa all’ingresso del proprio punto vendita: “Anche l’associazione dei familiari dell’Iride ci sta dando una grossa mano, è molto attiva. Per ora possiamo dire che la domanda non manca, noi stiamo costruendo l’offerta. Continueremo a condividere tutti i traguardi sui nostri canali social, sperando nell’effetto domino”.

L’articolo, qui pubblicato con alcuni adattamenti, è tratto dal numero di novembre di SuperAbile INAIL, il mensile dell’Inail sui temi della disabilità.