Cremona. È il salone Bonfatti della Camera del Lavoro ad ospitare sabato un importante convegno sulla dislessia organizzato dalla AID (Associazione Italiana Dislessia) sezione di Cremona (vedi articolo Popolis.)

Par capirne di più sul disturbo dell’apprendimento, meglio conosciuto come dislessia, e i disagi che conseguono abbiamo chiesto a Paolo Feroldi, Presidente AID sez. Cremona.

Chiariamo subito una cosa: la dislessia non è causata né da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali o neurologici.

Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacità e le sue energie, poiché non può farlo in maniera automatica. Perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara. La difficoltà di lettura  può essere più o meno grave e spesso si accompagna a problemi nella scrittura e nel calcolo. Tuttavia questi bambini sono intelligenti e, di solito, vivaci e creativi.“Ogni persona ha una propria unicità: è importante cooperare per imparare e valorizzare il potenziale di ciascuno, al di là delle difficoltà. Questo punto di vista diventa cruciale quando ci si relaziona con persone con DSA: bambini, ragazzi e adulti. Le difficoltà non sono infatti invalicabili: cambiando strategie di apprendimento o metodologie di lavoro è infatti possibile valorizzare il loro potenziale.– ci racconta Paolo Feroldi

E aggiunge: “Per poter permettere ad ogni persona di brillare serve l’energia di tutti coloro che fanno parte del suo percorso: genitori, specialisti, docenti, tecnici, scuole, università, allenatori. Insieme possiamo avere cura e valorizzare l’individuo per permettergli di splendere nel suo percorso. E’ fondamentale che questo percorso si sviluppi in maniera positiva, in ogni suo aspetto, per consentire un’effettiva inclusione e una reale scoperta delle potenzialità personali.

Ci tengo a precisare che di “dislessia non si soffre” e che la dislessia, come tutti i DSA, è una caratteristica neuro-funzionale che non causa sofferenza ma rende complicato leggere.

La “sofferenza” è invece causata da tutto ciò che spesso si crea attorno: le risate dei compagni, i voti bassi nonostante l’impegno profuso, le ore passate a fare i compiti la sera, rinunciando agli svaghi necessari e meritati, rinunciando allo sport, e l’idea comune che essere dislessico è un vantaggio perché si “studia meno e si viene sempre promossi”.

Si concorda sul fatto che l’attività motoria sia necessaria, se non indispensabile, per lo sviluppo psico-fisico di ogni alunno. Che poi di attività motoria a scuola se ne faccia poco o niente e che oltretutto un alunno con DSA, essendo spesso costretto a studiare a casa più ore degli altri e che quindi sia costretto a rinunciare allo sport extrascolastico, anche questo purtroppo è vero.

“Concordo quindi con quanto espresso dal ministro Bosetti” aggiunge il presidente, “quando sostiene di voler dare maggior risalto all’attività motoria e motoria-prassica nelle scuole, senza per questo attribuirne, almeno in ambito DSA, alcun valore terapeutico o di prevenzione se non quello che il buon senso educativo associa a ogni minore, qualunque siano le sue potenzialità e difficoltà.

Come sezione di Cremona abbiamo pensato ad un progetto che promuovesse lo sport e le attività di gruppo, sostenendo i bambini con difficoltà scolastiche, facendo sperimentare loro attività pratico-procedurali, valorizzando il loro senso di competenza e autoefficacia.

L’incontro ha il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cremona, dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Cremona e della CGIL di Cremona.

E il sostegno economico di  Cassa Padana, delle istituzioni sportive quali CONI, Panathlon, CSI, UISP, delle Società sportive cremonesi tra cui US Cremonese, Vanoli basket, Juvi basket, Sansebasket, Asd Sported Maris, Polisportiva Corona, Asd Esperia, Asd Marathon Cremona, Cremona Runners, Cngei Scout Cremona.

La giornata è rivolta non solo alle istituzioni ed alle società sportive ma anche agli istituti scolastici e a tutte le famiglie