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Brescia. Giunto al terzo anno, il progetto di ricerca Dittici sulla passione, ideato e curato dal più importante coreografo italiano: Virgilio Sieni, si pone come percorso ideale per un dialogo tra gli spazi chiusi del teatro, custodi di memorie storiche e tradizione, e gli spazi aperti del paesaggio urbano. Il frutto del progetto sarà in palcoscenico: sabato 8 e domenica 9 aprile alle ore 17.30 e alle ore 20.30 al teatro Grande.

Le coreografie hanno impegnato giovanissimi danzatori, di età compresa tra i 10 e i 25 anni, e cittadini che, uniti nell’esplorazione gestuale, conducono lo spettatore verso una composizione di quadri, declinati in tre momenti: Deposizioni, Adorazione, Cammino.

Tra le due diverse geografie si instaura un colloquio inusitato e costruttivo, prodotto dall’intensità del gesto e del movimento coreografico. Si genera così un cammino in cui i linguaggi corporali si ergono a strumento di rinnovamento dei luoghi e di reinvenzione del quotidiano, rendendosi testimonianza poetica di tutte le età dell’uomo e depositando preziose tracce per il futuro.

Deposizioni, sabato 8 aprile, ha luogo in Sala Palcoscenico Borsoni del Teatro Grande e vede protagonista la coralità dei movimenti di giovanissimi danzatori. Costituita da una continuità di segmenti, la coreografia indaga la circolarità dello spazio e l’ascolto quale forma che amplia la percezione del corpo attraverso un articolato flusso di contatti e risonanze.

Adorazione, domenica 9 aprile, è un’azione coreografica che trova dimora nel Ridotto del Teatro Grande. Rivolta a danzatori e cittadini di tutte le età, è ispirata all’atto e al senso del dono. Concepito come un abbraccio tra comunità che sperimentano un respiro comune, la creazione è formata da due gruppi che con il loro intreccio ricercano una comunicazione perpetua. L’adiacenza dei corpi delimita uno spazio che evoca vedute agresti, restitutive di un’iconografia quattrocentesca dal sapore umanistico.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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