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a cura di Mario Lodi

Da Lovere (BG) la maestra Franca mi scrive:

“Caro Mario, abbiamo ultimato e stampato il nostro giornalino di classe. Che fatica! Non è esattamente come io lo volevo, ma i bambini hanno fatto certe scelte e, naturalmente, li ho ascoltati. Quali consigli ci puoi dare?
Le voci dei bambini le troverai sul giornalino…”


Il giornalino si apre con questa lettera: “Siamo gli scrittori della quinta di Lovere. Con questo giornalino vi diamo l’opportunità di scrivere e mandarci testi da pubblicare, per far conoscere la vostra genialità a tutti. I testi possono essere di qualsiasi tipo (uno per classe), sia inventati che reali, per descrivere persone, animali e cose, città e luoghi, momenti o sentimenti che si provano, per fare un appello o protestare contro qualcuno.
Certamente saprete di Erika e Omar, che hanno assassinato la madre il fratello con 97 coltellate.
Attraverso il giornalino esprimete il vostro parere”…

”Cara maestra Franca e cari ragazzi, volevate fare un giornale e ci siete riusciti, nonostante i pochi mezzi a disposizione.
E’ un risultato positivo. La maestra ha lasciato fare a voi e io penso che ha fatto bene, così ha visto che quel che voi avete riversato nel giornalino è tutto quello che il mondo mediatico riversa su di voi: notizie di cronaca nera, violenze, guerre.
Non a caso nella lettera introduttiva si parla di Erika e Omar, aprendo così una riflessione sui rapporti fra genitori e figli e sul rispetto della vita.
Sono molto interessato a conoscere ciò che voi pensate di quel fatto, ma soprattutto quali sono i vostri sentimenti nei confronti dei vostri genitori, degli amici, del prossimo.
Se volete un consiglio, vi direi, nei prossimi numeri, di non imitare i giornali dei grandi, ma di raccogliere il commento dei bambini sui fatti quotidiani.
Gli adulti devono conoscere il pensiero dei bambini e imparare da loro come costruire il mondo nuovo per il loro (e nostro) futuro.
In attesa dei prossimi numeri, cari saluti.

Mario Lodi