Tempo di lettura: 3 minuti

Mantova. Fino al 17 novembre la Galleria d’arte “Arianna Sartori” presenta la doppia personale mostra di Franco & Rita Spaggiari “diversamente uguali”. L’inaugurazione della mostra, a cura di Arianna Sartori, si svolge sabato 5 novembre alle ore 17.00 alla presenza degli artisti.

franco-spaggiari-ragazza-che-tiene-per-mano-il-sole-pastello-200
Ragazza che tiene per il mano il sole – pastello – Franco Spaggiari

Franco Spaggiari. Nato a Mantova nel 1946, fin da giovane, ispirato dal nonno maestro d’arte e scultore, dimostra sensibilità e talento per le opere grafiche. Nei primi anni ‘70 si avvicina alla pittura ad olio su tela, privilegiando esprimersi in paesaggi agresti e scorci suggestivi di Mantova; è con queste opere che partecipa a numerosi concorsi nazionali di pittura, ottenendo importanti riconoscimenti: I Premio di pittura “La piaseta d’or”, Mantova, 1976 – XVII premio, Mantova, 1976 – Premio nazionale di pittura “Ponte d’oro Walmj”, Borgoforte, 1976 – I Premio di pittura “Il Centenario”, Pegognaga, 1976 – I Premio di pittura “Postumia”, Gazoldo degli Ippoliti, 1976 – Premio di pittura, Moglia, 1976 – Premio di pittura “Polpatelli Semeghini Defendi”, Quistello, 1976 – Premio di pittura, Eremo, 1978.

Gli impegni famigliari e lavorativi, che spesso lo hanno tenuto lontano da casa, hanno frenato per anni la sua vena artistica. Sopraggiunta la pensione, dai primi anni 2000 riprende a dipingere, ricercando e sperimentando espressioni artistiche nuove rispetto al passato: si perfeziona nella tecnica mista pastelli e olio, con cui realizza tutte le opere più recenti.

…eccoli sollevarsi dalle sue opere, i chiari vapori acquei lombardi; mantovani più ancora, così profondamente radicati nell’anima di Franco Spaggiari. Ci piace cogliere il registro -“chiarista” appunto – che impronta molte delle opere di questo originale pittore, dal quale però, seguendo un’incessante ricerca e di tecniche e di linguaggi pittorici, sa pure slegarsi traendone molto profitto, per aderire con cifra affatto personale a paradigmi pittorici di più intensa robustezza cromatica, propri di certa pittura francese e toscana del ‘900”. – Alessandro Minio.

rita-spaggiari-oca-olio-su-tela-30x30-200
Oca – olio su tela 30×30 cm. – Rita Spaggiari

Rita Spaggiari. Nata a Mantova, è milanese di adozione. Il suo percorso artistico inizia all’Ateneo di Arti Applicate e prosegue nel mondo (allora) nascente della moda. Poi, la pittura.

Comunicare il suo sentire è diventato un bisogno ed è con la pittura che riesce a dar forma ai suoi pensieri. Il percorso è lungo, ma trova soluzione nel soggetto che rappresenta al meglio la critica a uno dei vizi della nostra società: l’apparire.

Con la serie di quadri «Ritratti Bestiali» l’artista cerca nello sguardo e nella posa degli animali quella fierezza e quella sincerità di essere così e mai diversi. Gli animali non conoscono la menzogna né l’ipocrisia e vivono nella natura rispettandola sempre. Che razza di animale è l’uomo? Il giorno in cui riuscirà a darsi una risposta, probabilmente la dipingerà. Nei suoi quadri le pennellate sono controllate e l’alfabeto cromatico rivela una propensione ai colori caldi declinando rossi, aranci e ocra, con verdi intensi e maturi. La costante ricerca del contrasto fra luce e ombra dona ai soggetti un’armoniosa ricchezza estetica.

Esposizioni:

  • 2016 – «Fascino, Passione, Follia» collettiva arte contemporanea presso Linear Ciak, Milano. «Vibrazioni» incontro fra musica e pittura, collettiva arte contemporanea presso Auditorium la Verdi, Milano.
  • 2015/16 – «La fucina dei colori» collettiva arte contemporanea presso Centro dell’Incisione, Milano.
  • 2014/15 – «Slanci di libertà» collettiva arte contemporanea presso Accademia de Capoeira, Milano.
  • 2004 – «La fucina dei colori» collettiva arte contemporanea presso il Centro Aggregativo Comunale, Milano.

I lavori di Rita Spaggiari parlano di uno studio attento sugli animali e di un rapporto privilegiato e percepibile tra artista e soggetto ritratto. Osservo attentamente i suoi dipinti e mi accorgo di come, in tutte le sue opere, belle, coloratissime e affascinanti come gioielli perfetti, si è instaurato negli anni un linguaggio «a tu per tu» con gli occhi dell’animale. Tutto si svolge a livello dello sguardo: di chi dipinge e di chi viene immortalato e raccontato. Un raffinatissimo, intenso dialogo cromatico e psicologico con l’animale-personaggio, che in quel momento è soggetto posante per la realizzazione del dipinto. È una penetrazione indagatrice, curiosa, che tende ad approfondire l’animo stesso dell’animale ritratto.” – Benito Trolese