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Gli alunni, con i loro insegnanti, sono tra gli invitati. E’ già possibile prenotarsi, per accedere ad un particolare itinerario di lettura che è, sulla base di molteplici ispirazioni, associato a questa plurale sintesi attrattiva.

Non è il film “Divina Creatura” del 1975, ma è la mostra d’arte che la “Associazione Amici di Palazzo Martinengo” di Brescia promuove, con lo stesso nome di questa nota pellicola, in vista della stagione espositiva programmata per il 2020, nella sede cittadina dell’omonimo palazzo di una delle più antiche famiglie locali dell’aristocrazia, al civico 30 di via Musei, dove, in una esplicita dedicazione, tutta al femminile, una numerosa serie di dipinti è nella previsione di una antologica figurativa organizzata secondo un tematico circuito d’allestimento, evocativo delle più disparate tematiche connesse ai soggetti trattati, durante il lungo calendario delle giornate comprese fra il 18 gennaio ed il 7 giugno.

Una proposta culturale, pure esplicitata nella divulgata espressione di “Donne nell’Arte da Tiziano a Boldini”, che è coniugata anche ad una ragionata prospettiva didattica “per le scuole di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2019 – 2020”, come, fra l’altro, si può leggere in una pubblicazione illustrata che, relativamente a questa iniziativa, sostanzialmente ispirata ad un insieme di famosi artisti in attività dal Sedicesimo fino alla prima metà del secolo scorso, si volge anche al mondo della scuola, nel dettagliare varie opportunità di approccio all’arte pittorica da parte delle scolaresche stesse.

I percorsi didattici, focalizzati in ordine a tracce indicative di spunti d’analisi da poter sviluppare, fra i manufatti presenti in questa mostra che è per la cura di Davide Dotti, sono fattibili delle prenotazioni che i rispettivi referenti della realtà scolastica hanno a disposizione nel ruolo di un mandato educativo applicato anche alle possibilità di interessanti trasferte formative, per poter fare riscontrare sul posto i contenuti di una specifica manifestazione espressiva, come è nella logica ideativa di questa esposizione, nel proporzionare la portata di opere sommariamente classificabili negli annunciati raggruppamenti di esponenti femminili via via facenti capo a “Sante ed eroine bibliche”, alla “Mitologia in rosa”, ai “Ritratti di donne”, alla “Natura morta al femminile”, alla “Maternità”, al “Lavoro”, alla “Vita quotidiana” ed al “Nudo e sensualità”.

Come ancora editorialmente messo in luce nella menzionata fonte divulgativa di questo evento di spessore, contestualizzato nella ormai acquisita vocazione espositiva di questa istituzionale sede cittadina: “(…) Attraversando le sale di Palazzo Martinengo il pubblico compirà un emozionante viaggio lungo quattro secoli di storia dell’arte e ammirerà capolavori dei grandi maestri che, con delicata sensibilità estetica, dipinsero le donne in situazioni, contesti ed atteggiamenti differenti, cogliendo nei loro sguardi le più sottili sfumature caratteriali. Un rapporto quello dell’arte e del mondo femminile che i più celebri pittori di tutti i tempi hanno eternato in dipinti di incantevole bellezza e che questa mostra vuole riscoprire e portare all’attenzione della società contemporanea, per rimarcare come la donna sia da sempre stata al centro dell’universo artistico e non solo!“.

Ad orientamento dell’ingente lavoro propedeutico, messo in atto dagli organizzatori della mostra per fornire anche ai docenti una vasta gamma di percorsi didattici, applicabili alle peculiarità stilistiche e contenutistiche dell’esposizione in questione, tale pubblicazione, stampata a presentazione dell’iniziativa che segue sul filo ammaliatore dell’arte quella pregressa dedicata agli animali, a loro volta protagonisti di altrettanti dipinti, sfodera efficaci intuizioni pratiche di lavori di elaborazione a margine delle visite delle scolaresche tra le tele di questa manifestazione espositiva, lungo tutta l’età evolutiva, ovvero, dall’infanzia alla scuola primaria, dalla secondaria di primo grado alla secondaria di secondo grado, come ora è interessato a chiamarsi l’ordinamento scolastico, mutato, da tempo, in tal guisa di definizioni, rispetto alle tradizionali e resistenti denominazioni di asilo, scuole elementari e medie, che, in questa opportunità di approfondimento della creatività, espressa nella pittorica mediazione compositiva della realtà, si appresta ad immedesimarsi in quel perdurante ciclo figurativo senza tempo che è rappresentato dalle interpretazioni di vari pittori relativamente alla donna, nella sua atavica figura di genere.

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