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Verona – L’Archivio di Stato aderisce all’edizione 2020 all’iniziativa Domenica di Carta che si terrà domenica 11 ottobre in tutta Italia con la finalità di valorizzare il patrimonio archivistico e bibliografico conservato negli Archivi e nelle Biblioteche dipendenti dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

La giornata veronese si articolerà in due momenti. Dalle ore 10 alle ore 12.30, con l’introduzione del Direttore Roberto Mazzei sul patrimonio cartografico conservato nell’Archivio di Stato, la presentazione della mostra cartografica e fotografica
Villa Zamboni.

Appuntamento domenica a Verona
Appuntamento domenica a Verona

La cura, il tempo, la misura dedicata al progetto di recupero della Villa Gandini Zamboni, edificata su un podere di cui si hanno notizie già dal 1500 circa, a ridosso di antiche mura risalenti al XIII-XIV secolo di pertinenza del Castello Scaligero di Valeggio sul Mincio, tipico esempio di residenza di villeggiatura del XVIII secolo con annesse dipendenze (villino svizzero, corte bassa, scuderia e vigneto) caratteristiche di queste dimore storiche.

La planimetria attuale della Villa Zamboni risulta molto simile a quella presente nelle antiche mappe catastali (napoleoniche e austriache) conservate nell’Archivio di Stato.

In particolare, l’intervento dell’ing. Valentina Cinieri illustrerà gli studi condotti sulle fonti indirette (archivistiche, iconografiche), messe a sistema con le testimonianze materiali pervenute fino ad oggi (manufatti e relative tecniche costruttive).

L’ing. Emanuele Zamperini tratterà della copertura lignea di Villa Zamboni e delle tracce di lavorazione che possono essere individuate sulle travi che la compongono e che raccontano del viaggio del legname dalla foresta al cantiere.

Seguirà l’inaugurazione della mostra con l’esposizione di alcuni disegni originali settecenteschi conservati presso l‘Archivio di Stato che raffigurano le misurazioni e i confini delle proprietà a Valeggio commissionati dalla famiglia Bernardi, originaria proprietaria del bene, e con l’allestimento dei disegni fotografati direttamente in Archivio di Stato e riprodotti su un supporto adatto a elaborazioni artistiche da parte dell’Associazione Archivio Tommasoli, studio fotografico storico di Verona.

Al progetto hanno collaborato anche l’Associazione Pro Loco di Valeggio sul Mincio e l’Associazione Percorsi, con il patrocinio di Italia Nostra, sede di Verona e Mag Mutua per l’Autogestione.

Dalle ore 16.00 alle ore 18.30 focus sul Grande Contagio, ovvero la peste del 1630 a Verona e territorio, un incontro incentrato sulla valorizzazione della fonte archivistica dell’Ufficio di Sanità.

Il Direttore dell’Archivio di Stato Roberto Mazzei illustrerà il fondo archivistico dell’ Ufficio, istituzione sorta nel 1449 per iniziativa del Comune di Verona e che ebbe organizzazione stabile dopo le due grandi pestilenze del 1576 e del 1630. Da quest’ultimo anno l’Ufficio tenne la registrazione dei morti di città, e a datare dal 1731, quella dei nati e dei morti in città e nel territorio.

A seguire il prof. Gian Paolo Marchi, autore di numerosi studi sull’umanesimo veronese, da Dante a Manzoni e Verga, illustrerà l’opera del medico e letterato Francesco Pona, che pubblicò una relazione storica dei luttuosi eventi (Il gran contagio di Verona nel milleseicento e trenta, Verona, Merlo, 1631), archetipo di alcune relazioni a stampa apparse in seguito.

Non meno utili e suggestive le descrizioni delle carte d’archivio, che alle metafore rutilanti del Pona oppongono lo stile della quotidianità: il linguaggio cioè di coloro (frati cappuccini, cappellani, medici e inservienti) impegnati a far funzionare la gran macchina dei soccorsi.

Nell’intervento successivo il prof. Bruno Chiappa, membro effettivo dell’Accademia di Agricoltura Scienze Lettere di Verona, Socio del Centro Studi per la Storia della Valpolicella e autore e curatore di varie monografie di comuni e di realtà socio-economiche della pianura veronese, parlerà delle condizioni demografiche e sociali del territorio veronese dopo la peste del 1630, descrivendo i sopralluoghi compiuti nei primi mesi del 1631 dal Provveditore generale alla Sanità, Alvise Valaresso, per controllare la situazione generale della provincia e in particolare per verificare quante persone fossero decedute nelle singole ‘ville’ e se vi fossero ancora casi di contagio.

Le relazioni di queste visite, riunite in un unico fascicolo, formano il reg. 191 del fondo Ufficio di Sanità dell’Archivio di Stato. Si tratta di una fonte assai importante – che di alcuni paesi fornisce il quadro completo della popolazione – nota e utilizzata dagli studiosi e che si spera possa diventare presto oggetto di pubblicazione.

Seguirà l’intervento della Professoressa Marina Garbellotti, docente di Fondamenti e didattica della storia e storia della famiglia e dell’infanzia nell’Università di Verona, che, dopo aver menzionato il valore simbolico della peste, considerata ‘il gran castigo’ di Dio, e la difficoltà di riconoscerla, si soffermerà sulla nascita degli Uffici di Sanità e sulla loro funzione.

In particolare illustrerà i principali provvedimenti attuati dall’Ufficio di Sanità per controllare la mobilità delle persone durante le pestilenze con cenni sui disordini sociali e morali conseguenti al morbo.

L’ultimo intervento della Dottoressa Elena Zanoni si focalizzerà sul ruolo svolto dal Lazzaretto di Verona in età moderna all’interno del sistema economico e doganale veneto.

Sarà presentato il suo funzionamento interno e nel più ampio contesto della gestione della sanità pubblica, in quanto luogo di passaggio obbligato, non solo per i soldati, ma per tutti i mercanti che, provenienti da stati esteri in cui vi fosse sospetto di peste, dovessero rientrare in territorio veneto.

Al breve convegno seguirà la presentazione di una rassegna documentaria delle fonti archivistiche più significative per illustrare il “Gran Contagio” del 1630 a Verona e in tutto il territorio veronese.

Entrambi gli eventi hanno il Patrocinio del Comune di Verona.

 

 

Domenica 11 ottobre 2020