Cremona  – A partire da domenica 18 ottobre il Museo Archeologico San Lorenzo ripropone gli appuntamenti del ciclo Domeniche archeologiche annullati per il lockdown. Le visite guidate, come di consueto, si terranno la terza domenica del mese, alle ore 11.30, e saranno però riservate a un massimo di 15 persone con prenotazione obbligatoria.

La ceramica: un materiale che ha molto da narrare è il titolo del primo appuntamento. Vasellame da tavola, recipienti per la conservazione e la preparazione del cibo, anfore da trasporto e oggetti legati a pratiche rituali raccontano tanti aspetti della vita quotidiana degli antichi.

Il Museo archeologico San Lorenzo di Cremona
Il Museo archeologico San Lorenzo di Cremona

Domenica 15 novembre sarà la volta de Gli arredi in bronzo e pietra: testimoni di vita quotidiana. Pochi sono i resti conservati del mobilio che arredava le varie stanze delle domus scoperta durante gli scavi in piazza Marconi. I mobili erano infatti prevalentemente in legno, tuttavia alcuni elementi in osso o in bronzo sono giunti fino a noi e, insieme alle piccole sculture in pietra, sono la preziosa testimonianza del gusto decorativo dell’epoca, oltre che del contesto in cui si svolgeva la vita di tutti giorni.

Ultimo appuntamento di questo ciclo domenica 20 dicembre, sempre alle 11.30, con Il giardino e il ninfeo: un angolo magico nella domus romana. La ricca domus rinvenuta in piazza Marconi è stata chiamata domus del Ninfeo per la presenza, nel cortile, di una fontana monumentale decorata a mosaico, appunto un ninfeo. I giardini erano inoltre decorati da statue e da elementi di arredo in marmi preziosi, che fanno bella mostra di sé in uno spazio dedicato del museo.

Domeniche archeologiche permette a chiunque di fare un tuffo nel passato e vedere da vicino come doveva essere Cremona antica.

Anche con il supporto dei visori Oculus e della mappa interattiva di Cremona romana è possibile addentrarsi nei meandri più segreti di Cremona antica che gli studi di settore e le ricerche in corso stanno via via portando alla luce, offrendo quindi, anche a chi già conosce il museo, nuove opportunità di approfondimento.