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Brescia. L’8 marzo, per la Festa della Donna, sul palcoscenico del teatro della parrocchia Sante Capitanio e Gerosa alle 20,30, c’è di più di una performance teatrale, ci sono “I paesaggi dell’anima”, nello spettacolo è rappresentato ciò che attraversa la vita, ciò che si intreccia e si dipana nell’animo umano.

“I paesaggi dell’anima” è il frutto di un laboratorio teatrale vissuto da ospiti, operatrici e volontari della Comunità di Vita dell’Associazione Casa Betel 2000. L’obiettivo generale dell’associazione e della Comunità di Vita è quello di offrire alle donne, che per vari motivi si trovano in stato di grave disagio e indigenza, un luogo accogliente sicuro dove possono trovare tempo e mezzi per riconquistare la libertà e la dignità.

In particolare la Comunità di Vita vuole essere uno spazio di tregua per restituire alla persona libertà e giustizia alla luce dei valori della solidarietà, della pace e della tutela dei diritti umani. Durante il periodo di permanenza le donne accompagnate dagli educatori possono ripensare alla propria vita e riprogettare il futuro.

Da questa esperienza è nato lo spettacolo, dalle donne della Comunità di Vita, che si mettono allo specchio e attraversano la propria vita. Lo spettacolo è la metafora del cambiamento, della trasformazione umana, uscito dal lavoro del laboratorio teatrale.

Da febbraio a giugno 2012, le ospiti della Comunità di Vita hanno partecipato a un laboratorio teatrale sviluppato attorno all’idea dell’ascolto: il tema dell’ascolto ha permesso di scavare in profondità nelle vite reali delle picasso_donna_allo_specchioattrici, di scoprire e di condividere con loro le gioie, i dolori, le ansie, i desideri di ciascuna.

È un velo sottile che divide la realtà dai mondi immaginari fatti di desideri, amori, sogni che dentro scorrono lentissimi. Anche se “immaginari”, questi vissuti sono veri e autentici perché parti integranti della persona umana.

Il teatro come un mezzo di comunicazione privilegiato permette di relazionare utilizzando il corpo, alcuni oggetti, dei semplici suoni che nella quotidianità non avrebbero alcun significato. È attraverso l’ascolto e l’attenzione alle piccole cose che si arriva a capire che cosa la persona vuole comunicare di sé. Il tentativo è stato quello di rendere esplicito il senso di solitudine delle donne senza tetto, che spesso la società finge di non vedere, ma rendere esplicito anche il loro forte potenziale umano e spirituale, che spesso la società non è in grado di decodificare.

Il tema della “donna” è un tema molto importante che ci interroga sulla realtà sociale intorno a noi.  “I paesaggi dell’anima” è uno spettacolo costruito utilizzando emozioni, vissuti, immagini emerse durante il laboratorio teatrale vissuto da ospiti, operatrici e volontari della Comunità di Vita.

Lavorare sul tema dell’ascolto senza partire da un copione prestabilito ha permesso di provare ad entrare in universi intimi, dare un nome alle emozioni, condividerle e dare loro un significato. “I paesaggi dell’anima” è uno spettacolo che rappresenta ciò che attraversa la vita, ciò che si intreccia e si dipana nell’animo umano. Ciò che custodiamo e ciò che nascondiamo. Ciò da cui fuggiamo e ciò che proteggiamo. Solitudine e ricerca, rabbia e consolazione, chiusura e amore.

Lo spettacolo è metafora del cambiamento, della trasformazione umana, determinata talvolta da forze più grandi dell’uomo, irrazionali. Forze che ci attraversano ogni giorno. Accettare il dolore, concedersi la felicità, farsi attraversare da un temporale o da un vento leggero, tenendo dentro quello che si ritiene più importante, quello che non vogliamo far uscire o quello che teniamo stretto come un tesoro.

L’Associazione Casa Betel 2000 è stata fondata nell’anno del grande Giubileo 2000, per volontà della Diocesi di Brescia, come segno di un’importante iniziativa di carità.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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