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Manerbio, Brescia. Ci sono le 113 donne uccise nel 2017, un omicidio ogni tre giorni, una violenza che non accenna a diminuire, 115 le vittime nel 2016. Poi ci sono le violenze fisiche, abusi, stalking, l’elenco è infinito. Continuando così finiremo per abituarci a tutto, a tutti, anche magari a non indignarci più! Ogni giorno più tragedie toccano i nostri cuori e siamo impotenti davanti a tali eventi.

Per questa ragione è bene informare che Manerbio esiste “Donne Oltre” un centro di ascolto per le donne vittime di violenza, è solo una goccia nel mare, ma per una donna in difficoltà questa goccia potrebbe essere una maniglia preziosa a cui attaccarsi per non soffocare.

Il telefono dell’Associazione è attivo ogni lunedì e venerdì dalle ore 17 alle ore 19 tel. 3343366014, si trova in via Palestro 57 al primo piano. L’Associazione Donne Oltre è iscritta al Registro Regionale Associazionismo, con il numero progressivo 220

Principali finalità statutarie dell’Associazione “Donne Oltre” sono:

  • L’organizzazione di attività culturali, sociali e ricreative al fine di promuovere le pari opportunità in forme che favoriscano la più ampia partecipazione democratica e la solidarietà, e la sollecitino, attraverso;
  • la promozione di attività atte a rimuovere gli ostacoli che impediscano il libero sviluppo dell’individuo con particolare attenzione al sostegno, accoglienza e ospitalità di donne vittime di violenza psico-fisica e sessuale, anche attraverso una riflessione critica sulla propria esperienza nell’ambito di una valorizzazione della diversità della loro cultura; l’associazione svolgerà la propria attività anche in collaborazione con altre associazioni attraverso la rete in ambito regionale e provinciale;
  • la tutela della fragilità, anche con azioni innovative non convenzionali, volte a rispondere a bisogni concreti di soggetti in difficoltà, con particolare attenzione alla comunità di appartenenza e finalizzati a contribuire al welfare sociale.
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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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