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Terzo giorno. Queste lunghe riflessioni notturne (o diurne? Che ore sono per il mio corpo a testa in giù?) mi ricordano che ormai è lunedì, il giorno delle celebrazioni formali del decimo anniversario di amicizia, collaborazione e cooperazione fra Cassa Padana e Codesarrollo, e devo ammetterlo: qui i festeggiamenti si fanno in grande.

Ogni volta che ho incontrato un’amica o un amico del Fepp o di Codesarrollo, ho sempre ricevuto un caldo abbraccio e sorrisi spontanei così che la gioia dell’incontro si trasformava in qualcosa di familiare ed intenso; li osservo accogliere i miei compagni di viaggio e mi chiedo se potrebbe bastarmi un’intera esistenza per imparare la loro grande generosità, di quelle che si incontrano raramente nella vita. Anima della festa, nonché impeccabile anfitrione Bepi Tonello, cuore, anima e mente del progetto di microfinanza campesina che lega Italia e Ecuador ad un filo sottile, ma speriamo indissolubile; una collaborazione assolutamente equa, dove ognuna delle parti porta il meglio di sé, senza per questo cercare di prevaricare sull’altra.

Il momento solenne degli inni nazionali ci vede tutti in piedi mano sul cuore; parte quello di casa, tutti cantano con naturale orgoglio, adesso è il nostro turno, non vogliamo essere da meno e ci immedesimiamo in una performance canora degna del miglior mondiale di calcio! La competizione, fortunatamente, si ferma alle note nazionali, perché il resto della mattina celebra coralmente una fratellanza, fondata sulla condivisione dei valori cooperativi. “Con intelligenza, sudore e amore cambieremo l’Ecuador” dice Bepi e noi come potremmo non essere d’accordo? Noi che, incontrando grandi difficoltà, portiamo avanti ogni giorno nel Nord del mondo la bandiera della mutualità nelle sue diverse declinazioni, che uniti potremmo concretamente costruire un ponte per chiudere il baratro fra Nord e Sud. Noi che spesso, troppo spesso, ce lo ci dimentichiamo cosa vuol dire portare avanti il bene comune, che amare è difficile, che non basta fare la carità con l’aria di chi si sente superiore agli altri, che voler il bene di qualcuno non significa solo farne la felicità di un attimo, ma anche evitargli sofferenze, guadagnarsi il suo rispetto mantenendo le promesse fatte, che quando i capitali si perdono e le economie crollano, ciò che resta sono le persone ed è da loro che si deve sempre partire.

Di questo pensiero si fanno portavoce i nostri rappresentati, il nostro direttore generale e il presidente, entrambi uniti nel sancire questo scambio decennale come un esempio da seguire, anche in altri paesi, con l’unico sincero augurio di un futuro che veda il crescere e il rafforzarsi di questa cooperazione, a perenne monito nostro e per le generazioni che verranno! L’anniversario di questa unione si conclude con un piccolo presente che si trasformerà presto in un enorme ricordo per tutti coloro che fra altri 10 anni, forse, potranno finalmente dire “noi c’eravamo, eravamo lì”! Riposte giacche e cravatte nei nostri ingombranti bagagli, partiamo verso l’anima del nostro viaggio: la sierra! La strada che percorriamo è lunga e impervia a tratti quasi insopportabile con i suoi continui sbalzi d’umore, le improvvise buche, i sassi e i dirupi, ma si sa: il fascino del viaggio sta nelle sue difficoltà! E così via senza paura, risaliamo la scoscesa strada che ci porta a Pujili, ultima residenza di padre Tone Bresciani, colui che dalla profonda bassa è giunto alle vette andine per diffondere conforto e amore incondizionati, sentimenti che vivono e si trasmettono attraverso le parole delle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, capirlo e assecondarlo nella sua folle passione per i poveri, gli emarginati, i derelitti.

Ci aprono le porte di una vivace, seppur magra, chiesetta i volontari dell’Operazione Mato Grosso, gli amici Peppo e Adriana e i “colleghi” di Tone padre Pio e Pino, i salesiani cresciuti insieme al leggendario padre che, guidato da una profonda fede e da un’innata generosità, dedicò tutta la sua vita agli abitanti di questa terra dura ed aspra, contagiando tutti con la sua assordante risata. Lui non c’è più, ricordano in coro, ma il suo spirito è più vivo che mai e sarei pronta a scommettere che nelle fredde notti andine, qualcuno sente ancora quella risata confortante.

Lasciamo Pujili con l’animo pesante di chi si domanda dove si trova tutto quel coraggio per scegliere di donare, incondizionatamente, la propria vita agli altri; come ci si dimentica di se stessi a favore di qualcosa di molto più grande? O forse ci si mette da parte solo per un po’, ed è quando pensi di esserti perso totalmente che invece ti riconosci davvero! Pensieri come questi ci turbano, ma abbiamo il cuore leggero, l’animo sereno di chi sa che per ogni abuso, ingiustizia o delitto, ci sono un volontario, un amico, una guida spirituale pronti ad aiutare chi è caduto e chi dal pozzo della povertà pensava non si sarebbe mai rialzato. La vivace cittadina di Ambato ci ospita per una notte sotto il suo cielo vellutato e la mattina di buon’ora ci vede riprendere il cammino verso Salinas di Guaranda, come un simpatico circo itinerante.

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Claudia Corini
Claudia è laureata in lingue e letterature straniere e diceva che "non avrebbe mai lavorato in banca" ;). Collabora saltuariamente con Popolis. Ama i viaggi, la lettura, la fotografia e ascoltare musica rock! Dice di lei "potrei definirmi in mille modi...ma ce n'è sempre +1"!

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