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Trentino.“Fare downhill è come fare un tuffo, scendendo a valle, in un torrente di adrenalina e spettacolo racconta Giorgio Batisti, biker.

Batisti è stato uno dei presenti, domenica 11 settembre, in Val di Sole  dell’evento più importante della stagione mondiale di downhillil Campionato del Mondo 2016.

Decine di migliaia di appassionati hanno affollato l’area paddock e tutto il percorso della Black Snake, una delle piste più tecniche ed adrenaliniche di tutto il panorama mondiale, “infiammando” una domenica di fine estate che ha premiato anche gli sforzi degli organizzatori.

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Una nicchia sportiva quella della downhill, anche se i numeri la collocano tra una delle discipline più cliccate del web, dove gli sponsor tecnici investono su piloti, mezzi, ricerca tecnologica; potremmo insomma definirla la “Formula 1” della mountain bike, dove l’aria fresca ma polverosissima sostituisce quell’odore di benzina e gomma e dove tutti i presenti possono godersi un posto in prima fila, a pochi centimetri dai propri idoli, da quei modelli a cui palesemente o incosciamente aspirano.

dh3L’aspetto più clamoroso di questo evento è stato chiaramente il tifo, caldissimo, regalato a tutti i concorrenti, senza distinzione, senza preferenza, con una naturale sportività che non è mai mancata; alcuni picchi di rumore, di urla, di frastuono creato con i più disparati ed astrusi mezzi, si sono avuti al transito degli atleti italiani, ma il regalo fatto dalla gente presente lungo la pista in questa manifestazione resterà nella storia, e contribuirà a creare ancor più passione in tutte le persone che sono stuzzicate dal coraggio e dall’adrenalina che viene messa in pista, ma anche dal clima incredibile, pulito, sano, che si vive da spettatori.

Il bosco di Commezzadura è stato “vissuto” da un pubblico variegato, con tante famiglie, bambini curiosi, tenuti in braccio, negli zaini, accompagnati e protetti dal rispetto che chi vive la downhill garantisce. Tutto questo viene ripagato nel modo più bello ed efficacie dagli atleti, che prima e dopo la gara non si sottraggono a fotografie, autografi, che guardano sul maxi schermo all’arrivo i loro compagni tra la folla, come spettatori, come appassionati, senza protezione, senza esclusività, e senza quella dannata distanza che in tanti sport purtoppo è necessaria.

Tutti questi fattori, inseriti in un contesto paesaggistico come la Val di Sole, con la natura selvaggia che lascia solo pochi metri di larghezza alla mano dell’uomo, dell’artista che traccia la linea da seguire, hanno dato vita ad una giornata unica, indimenticabile per i presenti, invidiatissima da chi da casa ha seguito la gara online, su un TV che purtoppo non è quella di stato.

dh2I Mondiali torneranno tra qualche anno in Italia, ma la downhill nel 2017 regalerà un’altra occasione per vivere una giornata speciale, sulla stessa pista, con lo stesso pubblico, cercando ancora una volta di mettere in risalto l’eccellenza dei luoghi, degli organizzatori, facendo emergere purtroppo la sensazione che tutto il patrimonio territoriale che abbiamo resti solo in potenziale e mai del tutto in pratica, e che la passione di tanti non sia così ascoltata come avviene invece in altri stati d’Europa e Oltreoceano, con Canada, Stati Uniti e Francia che credono ed investono in un movimento pulito, bello, attento… e non proprio di nicchia.

 

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Roberta Mobini
Nata e cresciuta a Leno. Entro a far parte di Popolis dal primo agosto 2016. Studio Scienze matematiche all'Università Cattolica di Brescia. Estremamente curiosa, le mie passioni sono la lettura, l'attività fisica e soprattutto gli animali.

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