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A gettare un’ombra e qualche dubbio sul commercio equo solidale è stato tempo fa un articolo apparso sul Financial Times. Subito ripreso a gran voce anche dalla stampa nostrana ha gettato scompiglio e preoccupazione tra i volontari-lavoratori del settore e noi consumatori attenti.ecuador006

L’inchiesta dell’inviato del prestigioso giornale inglese riguardava le coltivazioni di caffè in Perù in cui, sembra da quanto riferito, i contadini erano sottopagati rispetto ai loro colleghi “non equo”, poi coltivazioni in aree protette, ritiro del raccolto non garantito e addirittura provenienza del caffè non solo da contadini fair trade per far fronte all’aumento delle richieste di mercato. Insomma accuse pesanti per un settore in crescita nella società occidentale, convinta di fare acquisti eticamente corretti. Dopo il Financial Times altri organi di stampa hanno sollevato dubbi sul processo di certificazione usato da Fair trade.

Che ci possa essere qualche situazione fuori controllo è pensabile, visto la crescita mondiale del mercato equo, nato quasi in sordina in America Latina e che ora interessa un gran numero di contadini in Africa e Asia, le loro famiglie, i loro villaggi, con un notevole miglioramento della qualità della vita o per dirla chiara della possibilità di sperare nella vita e uscire dalla condizione da fame da “Terzo Mondo”.tea 1

Ne potrei essere testimone io stesso, che non sono un inviato del prestigioso Financial Times, ma ho avuto modo di visitare e vivere di persona alcune realtà legate al commercio equo solidale, sia in Asia che in America Latina, e per risposta ho pubblicato articoli e parecchie fotografie sull’argomento, tra le quali alcune sul Sole 24 Ore.

Ma la risposta spetta a coloro che sul mercato equo solidale hanno investito il futuro e le speranze, sono i contadini e i lavoratori che a fine maggio si ritroveranno in Italia. Centinaia di produttori del fair trade di tutto il mondo si troveranno a Milano per la World Fair Trade Week per fare chiarezza e gettare nuove basi per il futuro.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Ci racconta Alessandro Franceschini, presidente AGICES, associazione di rappresentanza del Commercio Equo e Solidale in Italia: “la stampa nazionale torna a parlare delle ricerche che metterebbero in dubbio l’efficacia del Commercio Equo e Solidale. Si tratta di letture parziali di una realtà molto complessa e in continua costruzione, che naturalmente presenta delle criticità accanto a indubbi effetti positivi. Ma gli elementi negativi non vanno assolutamente sottovalutati, anzi: vanno affrontati con decisione e risolti in tempi rapidi per non danneggiare la credibilità dell’intero sistema e dei milioni di produttori, volontari, lavoratori e consumatori che ogni girono costruiscono il Commercio Equo e Solidale.tea 2

Continua Franceschini “Aiutiamo sul serio il Terzo Mondo acquistando i prodotti del commercio equo e solidale? Si chiede un noto settimanale italiano. La risposta è certamente sì, e a maggio a Milano si potrà ascoltare direttamente la voce dei produttori del Sud del Mondo. La risposta sta quindi nel non voler ridurre il commercio equo ad una mera relazione commerciale: si deve trattare piuttosto di una relazione tra organizzazioni, il cui lavoro è reciprocamente garantito. Il Commercio Equo e Solidale è una delle forme di economia più innovative e capaci di futuro per ridisegnare i rapporti di forza tra le economie pubbliche e private in ogni angolo della terra, e soprattutto per difendere il lavoro di chi non ha tutele.

Il solo portare al centro del dibattito politico ed economico internazionale e all’attenzione dei consumatori la voce di chi è più escluso, è di per sé una garanzia di sostegno a chi non ha voce in capitolo o luoghi dove farla sentire. A garanzia del consumatore proprio in questi giorni l’Assemblea Generale del Commercio Equo e Solidale sta lanciando per le proprie Organizzazioni socie il marchio Equo Garantito, una grande novità che assicurerà ai cittadini che entrano in una delle nostre botteghe il controllo della filiera (con un sistema di monitoraggio continuo certificato da un ente terzo indipendente) e il rispetto di quanto scritto nella carta dei Criteri del Commercio Equo e Solidale e in armonia con gli standard internazionali. La maggior forma di controllo dell’intero sistema è comunque la partecipazione da parte di consumatori attenti e sensibili al tema di uno sviluppo sostenibile dal punto di vista sociale ed ambientale.”

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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