Tempo di lettura: 2 minuti

Cremona –  Sabato 25 maggio alle 21 i riflettori dell’Auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino si accendono su un duo d’eccezione: Gino Paoli, autore di alcune tra le più belle pagine della musica italiana, e Danilo Rea, uno dei pianisti più lirici e creativi a livello internazionale, sono infatti i protagonisti del terzo appuntamento di CremonaJazz con “Due come noi che…”.

Lo spettacolo è l’esempio lampante di come due artisti assoluti possano interpretare in modo innovativo alcuni classici della storia della musica italiana e internazionale, regalando nuove emozioni. Durante il concerto scorrono le canzoni di Paoli più amate dal pubblico, da “Sapore di Sale” a “Il cielo in una stanza”, da “Vivere ancora” a “Fingere di te”, passando per “La gatta” e “Come si fa”, insieme ad alcune chicche dal repertorio dei cantautori genovesi, che per Gino sono gli amici di una vita, e agli omaggi alla melodia napoletana e alla canzone d’autore francese.

Il concerto è preceduto come di consueto da AperiJazz, il momento musicale all’ora dell’aperitivo che coniuga il jazz con le specialità gastronomiche di Chiave di Bacco, il ristorante del Museo del Violino: sabato 25 maggio alle 18.30 appuntamento aperto a tutti con la voce di Irene Burratti, accompagnata dalla chitarra di Alessandro Usai.

Originario di Monfalcone, Gino Paoli si trasferisce da bambino a Genova dove, dopo aver fatto il facchino, il grafico pubblicitario e il pittore, debutta come cantante da balera, per poi formare un band musicale con gli amici Luigi Tenco e Bruno Lauzi.

Nel corso della sua carriera, Paoli ha scritto e interpretato alcune tra le più belle pagine della musica italiana: brani quali “Il cielo in una stanza”, “La gatta”, “Senza fine”, “Sapore di sale”, “Una lunga storia d’amore”, “Quattro amici”; ha partecipato a sette edizioni del Festival di Sanremo; ha collaborato con numerosi colleghi alla realizzazione di album e di singoli di successo; ha composto musiche per colonne sonore.

 Danilo Rea, dopo gli studi di pianoforte classico al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, debutta nel mondo del jazz con il “Trio di Roma” nel 1975, raggiungendo la notorietà internazionale. La sua musica è ricca di sorprendenti momenti di improvvisazione di grande lirismo, che gli sono valsi l’accostamento a Keith Jarrett.

Tuttavia, a differenza della star americana, Rea trae la propria ispirazione dalla tradizione musicale della sua terra di origine, dai classici e dal pop italiano; non sorprende quindi che in Italia sia considerato come il grande poeta tra i musicisti di jazz e che sia diventato famoso suonando con molti cantautori e cantanti italiani e collaborando con alcuni tra i più grandi jazzisti statunitensi come Chet Baker, Lee Konitz, John Scofield, Joe Lovano.

 .

 

 

CONDIVIDI
La Redazione
Siamo a Leno (Brescia) presso il Centro Polifunzionale di Cassa Padana Banca di Credito Cooperativo. Se volete, venite a trovarci. Vi offriremo un caffè e faremo due chiacchiere.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *