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Borgo San giacomo, Brescia. La Biblioteca di Borgo San Giacomo per i 100 anni di ricorrenza dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale ha organizzato due eventi, due venerdì riporteranno i partecipanti nelle trincee dove sono morti centinaia di giovani.

Venerdì 20 marzo alle ore 21.00 “Perché tuonavano i cannoni ad agosto” relatori Giovanni Bonassi e Carlo Antonio Barberini del centro San Filippo di Brescia.

Dopo saggi e film, tra i quali  “Torneranno i prati” di Olmi, si è messo in moto un movimento culturale per ricordare lo scoppio di una guerra che per la prima volta assurgeva a dimensioni mondiali: un evento estremamente tragico ma anche unico fino ad allora. Infatti mai, nella lunga e pur sanguinosa storia dell’umanità, una guerra aveva raggiunto una estensione planetaria. Fu una immane carneficina: si scontrarono eserciti di milioni di uomini lasciando sul terreno circa 10 milioni di morti o forse più. Per l’Italia furono ben 600 mila i morti e 900 mila i feriti e gli invalidi.grande-guerra

Ai morti per ragioni militari vanno aggiunti altri 20 milioni di morti per la epidemia di spagnola causata dalle terribili condizioni di vita nelle trincee. Una riflessione sulla Prima Guerra Mondiale, così come su altri eventi, ha un senso se serve a ricavare lezioni concrete per il presente e per il futuro. Con la Prima Guerra Mondiale arrivò a livelli di barbarie mai visti prima di allora. Affinché non possano più ripetersi.

Il secondo incontro è per venerdì 27 marzo alle ore 21.00 per la presentazione del libro “Io sono di buona salute come spero anche di voi e di tutti”

Si tratta di un carteggio dei caduti della Valle Camonica e richiamo ai caduti di Borgo S. Giacomo, relatore Francesco Zeziola, uno degli autori del libro. Nel 1996, Bruno Poli Imitatori di Paratico, appassionato un ricercatore di documenti e storie antiche si imbatté in un fondo il numero 102, dell’Archivio di Stato “Carteggi della prima Guerra Mondiale”.

Tale fondo si era creato per l’idea del dr. Bonelli Giuseppe allora funzionario dell’Archivio di Stato nell’anno 1916. Bonnelli scrisse a tutte le famiglie dei caduti dicendo loro che se consegnavano tali lettere all’Archivio di Stato sarebbero rimaste a Brescia e conservate a memoria di un periodo storico importante. Poli Imitatori lesse in particolare una lettera riguardante un soldato, trovando agli atti anche il “tesserino che gli misero sul corpo quando morì”. Si commosse e decise di dattiloscrivere tutte le lettere dei caduti della Valle Camonica.guerra_trincea

La raccolta conta circa 450 lettere e cartoline di caduti della Valle Camonica della Guerra 15-18 trascritte in lingua originale con errori punteggiatura così come sono. Trattasi di commoventi messaggi di speranza, augurio di ogni bene ai parenti rimasti a casa ed anche desiderio di un futuro per loro e le loro famiglie. Sono 261 soldati, deceduti la cui memoria il 16 dicembre noi ricorderemo con molto affetto. Il titolo “io sono di buona salute come spero anche di voi e di tutti” è la frase con cui iniziano molte lettere.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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