Orzinuovi, Brescia. “Pánta rheî” ,tutto scorre, dice Eraclito, il treno incarna il  perenne movimento. Attraversa luoghi, trasporta la vita verso altri luoghi, altri viaggi, valica panorami e territori. Ravviva i ricordi per ritrovare la meravigliosa sensazione della memoria. O si ferma per sempre nella memoria.

“E il treno va”, un progetto artistico e una mostra pensata da L.A.M. il Laboratorio d’Arte Marmellata. La mostra verrà inaugurata sabato 11 novembre alle 18 nelle sale della Rocca San Giorgio, in piazza Garibaldi, rimarrà aperta al pubblico sino al 26 novembre. Ad Orzinuovi, dopo aver ricordato il fantasma del campanile ora il laboratorio si presenta con una mostra sulla memoria della stazione ferroviaria chiusa nel 1956 per motivi mai del tutto chiariti.

Una delle caratteristiche che hanno dato vita al L.A.M. è l’attenzione che esso pone al territorio, osservandolo come un insieme di valori fra i quali emergono in particolar modo i rapporti affettivi che costruiscono così un legame con esso come sede di attività e di relazioni.

Il territorio, quindi, visto come un sistema vitale che può evolvere al minimo cambiamento se vi è evoluzione dei soggetti, e gli effetti non si limitano solo al suo interno, non trovano confini. Se le risorse di un territorio sono date dalla qualità delle persone queste si formano nella conoscenza delle attitudini del territorio come la sua storia, la cultura, le tradizioni, le competenze.

Abitare senza memoria e in modo distratto sembrerebbe invece ciò che un’economia globalizzata persegue nel conseguimento della massima efficienza in termini di sistema globale a scapito dell’organizzazione di valori costituiti precedentemente, rischiando di cancellare le identità specifiche dei luoghi. Il territorio, per il L.A.M, porta sempre il nome del luogo specifico in cui si trova ad operare, con il carico di problemi grandi e piccoli che segnano la vita della comunità.

Il  laboratorio, nato nel 2009 e ideato dagli artisti di OsservatorioinOpera, Piero Almeoni e Paola Sabatti Bassini in continuità con il loro lavoro  di  produrre arte  come  azione politica, critica e continuativa che vuole sostanziare le azioni artistiche nella vita reale. Il L.A.M. svolge, con la collaborazione di realtà del territorio che si occupano di aspetti sociali, pratiche artistiche intese a rendere visibili le qualità individuali che possono svilupparsi anche in progetti a più mani. Non mira ad integrazioni terapeutiche di alcun tipo ma alla libera interazione dei talenti e delle differenti capacità espressive, alla scoperta di se stessi e di un  sentimento di cittadinanza attiva che diventa stile di vita.

La mostra è stata realizzata anche grazie alla collaborazione con Giorgio Ferrari per le ricerche storiche e per le immagini fotografiche, Spartaco Rubagotti e Gabriele Forbice.

Espongono: Piero Almeoni, Rubens Almeoni, Giulio Baronchelli, Marilì Bertelè, Alessandra Buffo, Chiara Frassine, Elisa Amadei Frassine, Francesco Frassine, Mirella Frassine, Giuliana Giuliani, Matilde Giuliani, Rita Giuliani, Sergio Magli, Tania Nocco , Luca Omassi, Oscar Ottonelli, Giannino Piazza, Sem Quadrelli, Daniele Zahami, Marcello Zahami, Claudio Zuccotti, Mariuccia Zuccotti, Greta Rositano, Ardian Berisha, Robert Samson, Marius Toni Samson, Letizia Nulli, Fabrizia Appiani, Tomaso Tomasoni.