Giunge in tutte le case. Si tratta di un appuntamento annuale che è tradizionalmente correlato ad una poesia, quale astrazione culturale, ad un contesto meramente materiale.

Anche quest’anno, l’iniziativa spalanca le porte all’ormai avviato 2018 con la distribuzione dell’ecocalendario dell’Azienda Servizi Territoriali (AST) in tutte le famiglie di Travagliato, attraverso quell’edizione a colori dove, tale mezzo d’informazione, risulta valorizzato da una poesia, insieme alla quale, il prospetto di tutta un’annualità, è stato pubblicato.

Nel pratico districarsi fra i tempi ed i modi del servizio contemplato dall’ecocalendario, l’ispirazione poetica di Patrizia Orlandi emerge in un richiamo rivolto ad un diverso modo di apostrofare la realtà stessa, con la quale, l’interpretazione delle pertinenze umane ha che fare.

Uno spiraglio che si apre a quella oggettività metodica mediante la quale l’ormai radicato servizio “porta a porta”, per la locale raccolta dei residui domestici, deroga attimi per la proposta di una libera riflessione, affidata alla lettura di un testo maturato in una meditazione interiore.

Analogamente all’anno precedente, secondo una tradizione confermata di volta in volta nell’avvicendarsi del tempo, la poesia è tratta da un repertorio disponibile nella produzione già altrove pubblicata dalla stessa autrice che, per il ventaglio delle stagioni, aperte al corso del 2018, ha destinato le strofe introdotte dal titolo “Prima che la notte”, presenti fra le diverse liriche che hanno avuto compendio organizzato nel volume “I colori della luna”, unitamente ai disegni di Sergio Maggi.

Grazie alla disponibilità di Ennio Marchetti, Amministratore Unico dell’AST di Travagliato, questa poesia ha avuto un ulteriore riscontro editoriale, rispetto a quello del libro recante una più diffusa rappresentatività di altri componimenti, pure scaturiti da una profonda riflessione esistenziale, profilandosi, nell’ecocalendario, in un apposito spazio di apertura della copertina, contestualmente ai chiari riferimenti connotativi delle prerogative d’utilità che sono sottese a tale stampa divulgativa.

Con questa poesia, Patrizia Orlandi sviluppa il proprio stile immaginifico nella prospettiva di un impianto onorico, sospeso tra la dilatazione di un sogno incalzante e la dinamica di quelle metafore che, ad immagini traslate dal mondo reale, offrono una dimensione simbolica impattante: “La sbilenca edera/ rimane tenacemente attaccata/ sull’ampio torace del muro d’argilla/ le mie radici sono qui/ inchiavardate/ su questo sperone di roccia,/ ma i miei sogni/ non sono più qui con me/ se ne sono andati per altri cieli/ e per altri orizzonti./ Mi sento protetta/ tra le mie domestiche stanze/ di verbena e di cardamomo./ Per quanto ancora/ mio unico lume/ rinnoverò il tuo olio?/ Per quanto ancora/ mia speranza, corteggerai/ prima che la notte/ trapassi nell’aurora/ del mio attimo eterno,/ sospeso tra le pieghe/ salmastre del mio cuore di mare?/ Troverai i frammenti/ dei miei sogni,/ lasciati cadere/ dagli aironi in volo”.

L’abbinamento di questa sollecitazione didascalica trasversale, rispetto alla specificità delle notizie dettagliate nella proiezione delle mensilità contemplate nell’ecocalendario, è mite presenza di una coesistente alterità percettiva, messa, fra l’altro, ancora di più in rilievo da ciò che, invece, attiene al differente registro della predominante natura della pubblicazione, a sua volta presentata da una lettera introduttiva, sottoscritta congiuntamente, dal sindaco Renato Pasinetti e dal medesimo Ennio Marchetti, nella quale, oltre ai ringraziamenti rivolti alla cittadinanza per la collaborazione, si legge pure che “(…) Quanto promesso nel 2017 è stato oggettivamente mantenuto, le installazioni dei cestini per la raccolta comunque differenziata dei rifiuti per tutti coloro che risiedono o transitano occasionalmente nel nostro territorio urbano è stata completata e la raccolta delle deiezioni canine sollecitata e consentita con appositi cestini contrassegnati da specifiche decalcomanie. Il ritiro del verde a domicili, dopo la fase di necessario start up è ormai un servizio collaudato ed efficiente, riproposto quindi anche per il periodo da marzo a novembre del 2018 (si invita a manifestare le prenotazioni per tempo) e, novità di quest’anno, sempre su richiesta, viene attivato il servizio gratuito di raccolta con apposito sacco viola dei pannolini, pannoloni e traversine con smaltimento come sacco grigio, particolarmente gradito in tutte le situazioni di presenza di neonati, bimbi, oppure anziani non più autosufficienti, per migliorare, per quanto di nostra competenza, la qualità della vita e favorire condizione di igiene ai cittadini. (…)”.

A margine di tutto questo, prima di aprire a quadernone l’ecocalendario nella sua intera dimensione, una poesia pare ricondursi al monito di San Paolo “abbiamo questo tesoro in vasi di creta” (2 Corinzi, 4,7), per sottolineare la corruttibilità della condizione umana, precaria corporeità transeunte sulla scena di questo mondo, ma chiamata, da una sensibilità instillata dalla Fede verso il trascendente, a saper scorgere e riconoscere anche quell’infinito che travalica la materiale visibilità spiccia dell’immanente.

A tale proposito, anche l’ecocalendario del 2017 ha rappresentato, a Travagliato, un’opportunità per Patrizia Orlandi, autrice, fra altri testi ancora, pure della raccolta di liriche intitolate “Spiccando il volo”, di proporre la propria “Preghiera della speranza”, anch’essa tratta dall’accennata pubblicazione denominata “I colori della luna”: “Attrespolato Albatros/ sull’ali della brezza/ mi tengo alla fonda del porticciolo./ Un’eternità prima, bevvi alla coppa dell’ebrezza,/ per incontrarti salpai,/ ma tu non ti facesti vedere./ Provai con il dolce richiamo,/ ma tu non mi rispondesti. /Scaldo le mie vecchie ossa/ all’ombra dell’ultimo sole/, non ho dimenticato/ l’antica preghiera della speranza/ che un giorno/ rivolsi alla divinità./ Riaffiora sulle mie labbra e/ dolcemente mi stacco/ dalla riva della vita,/ chiamando il tuo caro nome”.