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Verona Soave, Durello, Arcole e Merlara. Quattro consorzi veneti uniti per tutelare un prodotto di origine come il vino e competere da protagonisti sul mercato nazionale e internazionale. Tra le novità del Dg 61/2010 che regola le competenze dei consorzi, fino al 2009 finalizzati alla vigilanza dei processi produttivi, la nuova importante missione di difesa e promozione della denominazione di origine.

“Ogni valore enogastronomico condiviso necessita di essere tutelato,” – sottolinea Aldo Lorenzoni, Direttore del Consorzio Tutela vini Soave e capofila degli altri tre distretti veneti. “Il vino, prodotto autoctono, è un patrimonio comune e non appartiene solo a certe aziende o imprese. Ecco perché i quattro consorzi affiliati sono, ad oggi, le uniche realtà a svolgere un’attività erga omnes, cioè di custodia e gestione della denominazione di tutti i produttori di vino, connessi o meno al consorzio. Una rappresentatività fondamentale che intende offrire un servizio alle imprese ad ampio raggio grazie alla presenza di un organo collettivo, il Consorzio Tutela dei vini Soave e Recioto di Soave, che faccia da sintesi per quei valori di unicità del prodotto e del territorio”.

La denominazione è, infatti, frutto di un contesto culturale di qualità che ingloba valenze connesse non soltanto alla qualità intrinseca del prodotto finale, ma anche a quella evocata dalle metodologie produttive che uniscono tradizione ed innovazione, ed al contesto storico-culturale dal quale il vino trae origine, come la storia, l’arte e l’identità locale, contribuendo- in un orizzonte di economia globalizzata- alla ricomposizione tra cibo e territorio, fattore che incide profondamente anche sul sistema dell’ospitalità e dell’industria del turismo. Ecco come il vino si rivolge al mercato globale, qualificandosi come elemento strategico per la promozione economica del paese, vero ambasciatore del territorio. Far conoscere al consumatore, anche straniero, il legame di un tipo di vitigno alla sua terra è tra le strategie di marketing fondamentali per conferire alle aziende vitivinicole quell’immagine di prestigio e di qualità che poi si declina nella denominazione di origine controllata, nell’identificazione geografica del prodotto, nella confezione, nella marca e riconoscibilità dell’azienda produttrice.

A confermare come questa sia la strategia vincente i numeri, che nel 2012 registrano 7000 ettari di vigneto destinato al Soave, con 3000 produttori d’uva, 150 aziende imbottigliatrici, 60 milioni di bottiglie e 200 milioni di euro di fatturato; 600 di ettari anche per i Lessini Durello e oltre 1500 le imprese per la produzione del Doc Arcole e Merlara, vasto complesso che comprende molti comuni della pianura veronese e padana. Un sistema produttivo complesso che funziona anche grazie alle strette sinergie che i Consorzi hanno saputo creare, collaborando con le organizzazioni del turismo locale e della gastronomia, tra le quali Slow Food, Città del Vino, enti locali, camera di Commercio e attori attenti al territorio, come Cassa Padana. Con la BCC si è stretta una fruttuosa collaborazione per cui i distretti si sono resi disponibili per promuovere, all’interno di eventi organizzati dalla Cassa, i propri prodotti e abbinamenti. Tra questi momenti “Finchè l’Italia và”, rassegna culturale tenutasi da ottobre a novembre dello scorso anno, una serie di incontri che si sono conclusi con rinfreschi e buffet offerti dai consorzi. “Una collaborazione che proseguirà nel 2013 con altri eventi che vedranno tra i protagonisti i prodotti dei vari consorzi” conferma Gabriele Meneghello, capo area veneta di Cassa Padana.

“Il vino ha sempre qualcosa da raccontare” – ricorda Lorenzoni –“e chi lo beve, sempre più spesso, si informa sulla zona di produzione, sulla sua storia, per aver coscienza del prodotto che acquista e di tutti i valori che questo ingloba. Ecco in che modo la cultura del vino produce benessere e reddito”.

www.ilsoave.com

www.arcoledoc.com

www.montilessini.com

www.ilmerlara.com

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Laura Simoncelli
Dopo il diploma di liceo scientifico, si laurea all’Univeristà Cattolica di Brescia nel 2004 in Lettere e Filosofia. Collabora con Fondazione Civiltà Bresciana e Bresciaoggi con stesura di articoli sportivi, cronaca e tempo libero. Dal 2004 al 2017 fa parte della redazione di popolis. E’ docente di italiano e storia presso le scuole medie e superiori

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