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Un altro caso di squallido e ingiustificato bracconaggio ha fermato la vita di Elisio, un orso di 6 anni che senza recar fastidio a nessuno si aggirava tra i boschi del Friuli, del Veneto e della Slovenia. La scorsa settimana un bracconiere sloveno lo ha freddato. I bracconieri non si fermano nemmeno a Natale! Vagava nei boschi di Senozece, vicino alle grotte di San Canziano, un quindicina di chilometri da Trieste.

130 chili di stazza il pacifico orso era munito di radiocollare, seguito dai ricercatori dell’università di Udine, era nato in Slovenia, ma da qualche tempo superava il confine. Era un Orso resistente e speciale: era riuscito perfino a sopravvivere all’impatto con un treno, ma non a quello con l’uomo.

I ricercatori lo seguivano costantemente, comunicando ai colleghi sloveni lo spostamento di Elisio, per salvaguardane la sua incolumità, ma sono stati sforzi vani perché qualche giorno fa, sembra il 27 novembre, il plantigrado è stato ucciso.

Il cacciatore gli ha sparato da un’altana, appostamento per la caccia nei boschi, e probabilmente non passerà nessun guaio, visto che la caccia ai grandi plantigradi il Slovenia vaga in una sorta di contraddizione. In teoria l’orso nel paese balcanico è un animale protetto, ma, a quanto sostengono le autorità di Lubiana, gli esemplari sono così numerosi da superare il limite. Vicenda che attira nei paesi balcanici e in Romania anche cacciatori italici.

Il caso Elisio sembra che sia pronto ad approdare al Parlamento italiano con una interrogazione, forte del fatto che nel nostro paese si spendono quattrini per la ricerca e la salvaguardia dei grandi predatori. Ma non si può pensare che orsi e lupi rispettino i confini.

D’alta parte basta un giro su internet per capitare in siti che organizzano battute di caccia grossa nel vecchio continente come ad esempio questo estone  solo per citarne uno con tanto di foto con i macabri trofei. E non ci sono solo uomini bruti, ma anche donne!

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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