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Padernello, Borgo San Giacomo, Brescia. È una giornata di primavera, calda, ma piacevole, intorno c’è il silenzio della campagna, campi e dei pioppi cipressini e una strada stretta, antica, anche se ormai asfaltata. Siamo a Padernello, un piccolo borgo delle terra gabianesi nella bassa bresciana.

Sul ciglio della strada, proprio di fronte al ristorante La Bianca due uomini e una donna sono indaffarati, hanno in mano zappa e vanga: stanno piantando delle ortensie a intervalli regolari sul bordo che costeggia una delle tante rogge che attraversano la campagna. Da un piccolo ponticello si accede al parcheggio del borgo: un tappeto di ghiaia in uno spazio scandito da  file di pioppi cipressini. Quelle tre persone sono solo un piccolissimo frammento della realtà che brulica dietro quel parcheggio. Anche un parcheggio può significare moltissimo.

Si tratta di un’area, in gran parte sistemata, anche se c’è ancora molto da fare, che fu dei Conti Salvadego, l’ultima famiglia nobile che visse nel Castello di Padernello lì vicino.

L’acquisto e la sistemazione del parcheggio si caricano di significati importanti: è un primo passo per rendere fattibile la pedonalizzazione del borgo; per inserire il borgo di Padernello nel circuito dei borghi più belli d’Italia; oltre che per pensare alla futura creazione di un’area sosta per i camper.

È il segno di una precisa linea di pensiero: un nuovo, per non dire antico, modo di vivere gli spazi, le strade, il paese. Lasciando l’automobile, camminando, tornando ad assaporare la lentezza. Per arrivare, o forse sarebbe meglio dire ritornare, all’obiettivo si sono unite più energie.

È stato sottoscritto un mutuo con il prezioso contributo del Comune di Borgo San Giacomo e dei quattro ristoranti di Padernello. La Fondazione Castello di Padernello ha fatto da mediazione alle operazioni finanziarie. Il consiglio di frazione ha tagliato le piante. La famiglia Bettoni, gli  affittuari, hanno spianato la zona.

Due o tre persone hanno piantato delle ortensie…

Piccoli grandi gesti per uno scopo comune. Tante energie si sono unite, una comunità si è raccolta per lavorare assieme.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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