Castellaro Lagusello (Mantova) – Vanta secoli di storia e troneggia ancora oggi nel suo feudo, a Castellaro Lagusello, l’Associazione Tamburellistica mantovana Intitolata a Ennio Guerra, giocatore scomparso nel corso del secondo conflitto mondiale.

La formazione collinare, capitanata da Manuel Beltrami, si è accaparrata nell’anno appena trascorso Coppa Italia, Campionato e Supercoppa nella categoria open e Campionato italiano serie A, Coppa Italia e Coppa Europa nell’indoor : “un traguardo importante e un ottimo biglietto da visita per presentarci al trofeo 2017 della Champions League in Francia” – commenta soddisfatto Danieli Arturo, presidente e anima del gruppo da oltre 35 anni.

Un gioco antico che riscuote ancora oggi grande successo di pubblico: “bambini, mamme e over novantenni hanno riempito gli spalti durante tutte le sfide” – sottolinea il presidente, ricordando che la pratica del tamburello fa parte del DNA a Castellaro, come racconta quell’aneddoto, nel lontano 1856 , quando il parroco locale pretendeva la proibizione del gioco nella piazza antistante la chiesa nei giorni festivi: “a sorpresa la polizia si schierò, invece, a favore dei tamburellisti, rispondendo al parroco che era senz’altro preferibile che i giovani trascorressero le ultime ore del dì di festa giocando, piuttosto che nelle osterie, nelle mescite o in altri giochi meno leciti”.

Il tamburello, lontano da certe dinamiche contorte tipiche di altri sport, rimane uno sport fondato su potenza, con pallate che sfiorano i 200 km orari lungo lo sferisterio, e grande correttezza: un record di passione per i 70 anni di una grande società sportiva. “E’ uno sport bellissimo che si passa da padre in figlio, in questo borgo di 420 anime” – ricorda Danieli – “un gioco che è momento per stare insieme adatto a tutta la famiglia, bambini e nonni compresi!”.

In campo la formazione composta dal sempreverde capitano Manuel Beltrami (38 anni), Federico Merighi (20 anni), il centrale Manuel Festi (30), Giorgio Cavagna (38) e Niki Ioris (28) direttamente dalla Val di Non. Sempre pronti, le riserve Pietro Ghizzi e Flavio Isalberti.

Al timone del trionfante equipaggio una grande donna, Stefania Mogliotti. Gioca a tamburello, possiamo dire “dalla nascita” – racconta Stefania, 45 anni, piemontese di Cerro Tanaro. Nata col tamburello in mano, dal ’95 allena nelle giovanili in varie squadre, nel 2007 la serie A maschile e lo scorso anno l’ok a questa nuova, affascinante, avventura.

Cosa significa guidare una squadra maschile?
Tanta forza di volontà, da parte di tutti” – sottolinea –“qui ognuno di noi ha il suo lavoro, poi la grande passione, il tamburello, e gli allenamenti 2, 3 volte a settimana”. Anche per lei, che deve macinare ogni volta 250 km per partecipare agli allenamenti nella sua prima stagione al Castellaro. “Da subito mi è stata data grande fiducia, sia dalla squadra, sia dalla società. Abbiamo lavorato tanto, siamo cresciuti insieme, affinando gli aspetti tecnici, tattici e psicologici e i risultati sono quelli raggiunti sul campo”.

A breve ci si rimetterà al lavoro per la nuova stagione che ricomincia con il 72 esimo trofeo Nazionale di tamburello a metà febbraio, con la finale prevista il 1 Marzo. A metà Marzo, invece, al via il Campionato Nazionale di serie A. Con la passione, la forza e l’unione che caratterizza una grande squadra.

La squadra gode del sostegno di Cassa Padana.