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Si celebra il 10 febbraio la Giornata Mondiale dell’Epilessia e anche quest’anno l’Istituto Serafico di Assisi aderisce all’iniziativa illuminandosi di viola e, insieme alla Lega Italiana Contro l’Epilessia (LICE), ha organizzato il convegno “Autismo ed epilessia: due facce della stessa medaglia?” con l’obiettivo di mettere in luce i punti di contatto tra queste due patologie per migliorarne la comprensione, la gestione ed approfondirne gli aspetti clinici e farmacologici utili ad effettuare ulteriori protocolli di ricerca e orientare le scelte terapeutiche.

Inoltre, per promuovere una maggiore e corretta conoscenza dell’epilessia e abbattere i pregiudizi ad essa legati, il Serafico lancia un quaderno informativo sulle principali tematiche inerenti l’epilessia e le sue implicazioni, in particolare nel paziente con disabilità, redatto con il supporto degli specialisti del Centro di Ricerca InVita in collaborazione con il Dott. Domenico Frondizi, Responsabile del Servizio di Neurofisiopatologia dell’Azienda Ospedaliera di Terni, Consigliere regionale per l’Umbria della Lega Italiana Contro l’Epilessia e consulente neurologo del Serafico.

L’epilessia è caratterizzata dall‘insorgenza di manifestazioni cliniche anomale (le cosiddette crisi), cioè di eventi improvvisi motori (convulsioni), sensitivi e psichici che possono o meno comportare un’alterazione dello stato di coscienza.

L’etimologia della parola epilessia deriva infatti dal verbo greco e′πιλαµβa′νειν (epilambanein), che significa “essere sopraffatti, colti di sorpresa”. Si tratta di una tra le più frequenti patologie neurologiche che a livello globale colpisce circa 65 milioni di persone, tanto da essere riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come malattia ‘sociale’, ma è probabile che la sua frequenza sia sottostimata, perché spesso tenuta nascosta per motivi psicologici e sociali.

L’epilessia interessa circa 1 persona su 100 e in Italia colpisce tra le 500mila e le 600mila persone, con più di 36mila nuovi casi accertati ogni anno, il cui picco si registra nell’infanzia. I dati umbri sono in linea con quelli nazionali.

Esistono molti tipi di epilessia, difatti è più corretto parlare di epilessie, le cui cause possono essere genetiche, strutturali (cioè secondarie ad una lesione cerebrale come un trauma, un tumore o una malformazione) o di origine sconosciuta (idiopatiche). Attualmente, con i progressi diagnostico-terapeutici, l’epilessia è trattabile nel 70-75% dei casi e circa il 50% delle persone affette risponde alla somministrazione di un solo farmaco antiepilettico. La maggior parte delle persone affette da epilessia può condurre una vita assolutamente normale, basti pensare che una donna in età fertile può concepire e portare a termine la gravidanza, salvo alcune accortezze.

«L’epilessia è uno dei temi guida dell’Istituto Serafico, che si avvale di un’equipe multidisciplinare impegnata sia sugli aspetti diagnostico-terapeutici sia su quelli relativi alla ricerca in ambito epilettologico, grazie anche all’acquisizione delle più moderne strumentazioni elettroencefalografiche. Negli ultimi anni, infatti, il nostro Centro di Ricerca “InVita” ha condotto importanti ricerche che sono state pubblicate su riviste di fama internazionale, incentrate sugli effetti della musica nella epilessia farmacoresistente in soggetti con disabilità intellettiva grave. Attualmente il nostro team, coordinato dalla nostra neurologa Chiara Bedetti, è impegnato nel comprendere i meccanismi neurofisiologici che consentono la risposta positiva alla musica, avvalendoci di specifiche tecniche di acquisizione di immagini cerebrali, in collaborazione con la Neuroradiologia dell’Azienda Ospedaliera di Terni», spiega Sandro Elisei, Direttore Sanitario dell’Istituto Serafico di Assisi e coordinatore del Centro di Ricerca “InVita”.

 

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