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Cremona. Poesia e danza toccano le corde più armoniose della mente del corpo, un’atmosfera sognante sarà sostanza dell’evento al Teatrodanza, sabato 29 aprile in occasione della presentazione dell’ultima raccolta di poesie di Antonio Vargiu.

Teatrodanza è la scuola fondata da Paola e Silvia Posa in via Magazzini Generali, 1, si trasformerà in una fucina artistica dove danza e poesia si fonderanno al calar del sole.

Sabato alle ore 18.30, nell’auditorium della scuola, Paola Posa intervisterà lo scrittore Antonio Vargiu e il libro “Eppure la vita”, una raccolta completa di versi del poeta.

Quest’ultima creazione è il racconto di una vita “sentimentale” e a tratti di un disagio generazionale, ma soprattutto la testimonianza si un forte impegno civile. L’autore ci accompagnerà in un viaggio all’interno del libro per farci vivere a pieno l’anima del suo ultimo lavoro.

A fare da cornice una performance live di Posain Opera Ballet. Questo appuntamento rientra nel progetto Build-up, che coinvolge diverse realtà con lo scopo di fare network. Seguirà poi un aperitivo offerto da Teatrodanza.

Teatrodanza è una scuola dedicata ai giovani talenti che desiderano intraprendere una carriera artistica studiando con i più importanti professionisti del panorama artistico internazionale, ma anche a chi vuole intraprendere con la musica, la danza o la recitazione un percorso formativo personalizzato divertendosi con corsi e stage specifici.

Antonio Vargiu, nato a Roma da madre marchigiana e padre sardo, appartiene a quella generazione nata nell’immediato dopoguerra, che, verso il finire degli anni ’60 del secolo scorso, sarà protagonista di una stagione esaltante, contribuendo ad un cambiamento radicale della società italiana. Avviatosi non causalmente agli studi classici, fin da giovane commenta in versi gli aspetti più importanti della sua vita.

Sindacalista convinto, prima nei metalmeccanici della Uil poi nella Uiltucs. Il passare degli anni lo porta ad una fase più riflessiva e le tragedie che lo colpiscono, in particolare la morte della compagna della sua vita, lo portano ad interrogarsi sul senso ultimo del nostro ‘viaggio’. Immersi come siamo nei nostri ruoli sociali, la vita rischia di sfuggirci tra le mani, ma l’uomo ha sempre le capacità per cambiare e rigenerarsi.

Ingresso Libero

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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