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Rivolta d’Adda (Cremona) – Il libro di Marianna Merisi è un invito a guardare con occhi attenti una vegetazione mai abbastanza considerata, per scoprire che quelle che comunemente vengono chiamate erbacce sono in realtà piante preziose.

Proprio da questo concetto trae spunto il laboratorio che proprio l’autrice terrà venerdì 27 ottobre alle 16.30 presso il Punto Ristoro La Chiocciola, sugli Erbari Vagabondi.

Il titolo del libro è Vagabonde! (edito Topipittori) e in esso Marianna afferma che queste piante preziose si accontentano di poco e si adattano ai luoghi più impensabili e inospitali. Con il loro ciclo vegetativo producono l’humus necessario a rendere il terreno più ricco, aprendo così la strada a nuovi stadi di vegetazione più esigente. Molte sono officinali, altre ottime in cucina, tutte belle da guardare. In comune hanno la capacità di escogitare intelligentissimi stratagemmi che le rendono capaci di riprodursi in grandi quantità e di andare lontano. Ora più che mai, in un’epoca come la nostra dove a livello mondiale la popolazione urbana supera quella rurale, vale la pena imparare ad apprezzare non solo la vegetazione che popola parchi e giardini, ma anche quella spontanea che quotidianamente incontriamo per le strade.

In contesti diversi, ho utilizzato varie modalità di coinvolgimento sul concetto di piante vagabonde, cercando di stimolare un’attenzione specifica ai dettagli che le rendono affascinanti e potenti. I materiali a cui ispirarsi sono eterogenei: tralci di piante raccolti al momento, semi contenuti in barattoli da osservare da vicino per capirne il funzionamento, lenti di ingrandimento per i dettagli più minuti, fotografie macro. Per cogliere gli aspetti salienti e poi raffigurarli“, ha spiegato l’autrice, illustrando il laboratorio che terrà a Rivolta d’Adda, organizzato da Ortofficine Creative e da Ufficio Animali Gerundo. Il laboratorio vedrà la spiegazione da parte dell’autrice delle erbacce più diffuse, la distribuzione di cartoline ai bambini, che saranno invitati a disegnarvi le erbe preferite, usando un pennarello caricato ad acqua. Quindi “aggiungo sul retro le informazioni botaniche sulla pianta che hanno scelto e le spedisco agli autori” (i bambini stessi) “che le ricevono, dopo il loro vagabondare postale, con la sorpresa e la magia che l’arrivo di una cartolina porta sempre con sé“.

Marianna Merisi alla conoscenza delle piante, dei giardini e del paesaggio associa un raro talento figurativo.

Nata a Milano nel 1980, si laurea in architettura al Politecnico di Milano con la tesi Piante pioniere: un progetto di riqualificazione urbana. Dal 2011 collabora con la cooperativa sociale Cascina Bollate, all’interno del carcere di Bollate: un vivaio-giardino dove si producono e coltivano piante insolite come erbacee perenni, erbe ornamentali e rose antiche. E si progettano e realizzano terrazzi e giardini.

Sul tema dei giardini e del paesaggio collabora a varie riviste con testi fra narrazione e approfondimento scientifico, intercalati da proprie illustrazioni. In particolare tiene una rubrica mensile sulla rivista Giardinaggio, Bema editrice. Trasforma nature metropolitane in racconto visivo che, attraverso la grafica e supporti diversi, ferma il viaggio delle piante più vagabonde, contaminando i luoghi abitati: il verde spontaneo degli spazi aperti colonizza e colora gli spazi chiusi.

Nel 2015 vince il premio Lavinia Taverna, importante riconoscimento a giovani donne impegnate nel mondo dei giardini e del paesaggio.

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