Tempo di lettura: 4 minuti

Padernello, Brescia. “Ereditare i patrimoni: istruzioni per l’uso” il tema di una intensa giornata di lavoro del Cultural Day nelle prestigiose sale del castello di Padernello. Il maniero è divenuto in questi anni un esempio di gestione, formazione, crescita e divulgazione di cultura di ampio respiro, che travalica il territorio, ponendosi come esempio amministrazione virtuosa del patrimonio, merito del costante lavoro della Fondazione.

Il Cultural Day in programma per la giornata di venerdì 8 febbraio è un focus sugli elementi    introduttivi ai temi, alle sfide e alle opportunità legate all’eredità dei patrimoni culturali, risorsa preziosa per le strategie contemporanee. Argomenti trattati nella mattinata, seguita da un  approfondimento nel workshop laboratoriale ad iscrizione nel pomeriggio.Il Cultural Day, promosso in collaborazione con la Fondazione Fitzcarraldo, consiste in una giornata di formazione destinata a tutti gli operatori culturali del territorio della provincia di Brescia, articolata in due momenti distinti e complementari:

  • un incontro pubblico della durata indicativa di 3 ore, nella mattinata, rivolto ad un pubblico ampio e trasversale, in cui dare spazio alla pluralità di voci di alcuni esperti che a livello internazionale, nazionale e locale hanno sviluppato programmi, progetti, modelli, soluzioni innovative in relazione al tema dello sviluppo territoriale a base culturale, con funzione di introduzione ai temi e alle sfide che saranno oggetto di approfondimento nella fase laboratoriale successiva;
  • workshop di taglio formativo interattivo, nel pomeriggio, della durata di circa 2,5 ore, con la suddivisione dei partecipanti in gruppi di lavoro curati da alcuni dei relatori della sessione plenaria di apertura.La formula del “Cultural Days” strutturata su due modalità didattiche consente di assolvere a due funzioni principali: da un lato il consolidamento delle reti territoriali attraverso la conoscenza e condivisione reciproca tra gli attori locali al fine di facilitare lo sviluppo di nuove progettualità sui territori di riferimento. Dall’altro i workshop di approfondimento mirano al rafforzamento delle competenze di progettazione degli operatori pubblici e privati coinvolti nelle attività di promozione e sviluppo territoriale incentrato sulla risorsa cultura.

L’incontro aperto al pubblico permette quindi la condivisione e il dibattito su visioni e strumenti con un pubblico più ampio, mentre i workshop permettono l’approfondimento dei temi e delle modalità di sviluppo progettuale attraverso il confronto diretto e la pratica laboratoriale all’interno di gruppi di lavoro selezionati.

“Nel momento in cui una quotidianità invadente pare appiattire i processi storici di trasformazione insieme alle nervature di un futuro ancora da disegnare, il patrimonio culturale può svolgere una funzione di riattivazione della profondità della storia e rappresentare una risorsa preziosa per una visione culturalmente attrezzata delle traiettorie a venire. A patto che si eviti uno sguardo solo antiquario, che il patrimonio possa divenire un fuoco di convergenza per artisti, operatori della cultura, cittadini, ritrovando voce ed espressione nei linguaggi della contemporaneità, riconquistando una corrispondenza sentimentale nel corpo della società locale.”

L’appuntamento vuole offrire un’occasione per interrogarsi sul senso e sulle motivazioni che stanno alla base degli investimenti per la conservazione e la valorizzazione che superino la retorica del richiamo a un dovere morale indiscutibile, per abbracciare  invece una possibile e opportuna declinazione alla costruzione di futuri desiderabili e condivisi.

Il tema introduttivo sarà presentato da Luca Dal Pozzolo, autore tra l’altro del recente libro “Il patrimonio culturale tra memoria e futuro” che illustrerà le sfide e le opportunità legate all’utilizzo della risorsa cultura nei processi di valorizzazione territoriale. A seguire verranno illustrati casi e approcci metodologici per calare il dibattito non solo a livello teorico, ma per presentarne le implicazioni strategiche ed operative che creano condizioni favorevoli allo sviluppo dei territori e delle comunità che li abitano.

Saranno presentate le seguenti esperienze scelte per rappresentatività di diverse tipologie di intervento e per innovatività:

  1. Collettivo OP – Progetti: Lago di Molveno; “Arcipelago Italia. Progetti per il futuro dei territori interni del Paese” per la 16^ Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. L’intervento artistico/culturale e di interazione con il territorio diventa lo stimolo per contribuire a ridurre il debito entropico che abbiamo contratto col Pianeta Terra e per attivare processi di valorizzazione dei territori in modalità partecipata e creativa con le comunità che li abitano e le persone che li attraversano.
  1. Fondazione Artea, Fondazione del e per il territorio che intende promuovere una progettazione culturale attenta alla sostenibilità economica e sociale, capace di far reagire le vocazioni dei territori con i linguaggi e le istanze della contemporaneità e di coinvolgere associazioni, imprese culturali e cittadini per aumentare l’inclusione e lo sviluppo.
  2. MuDEV Museo Diffuso Empolese Valdelsa, un progetto di rete culturale degli 11 Comuni dell’ Unione dei Comuni Circondario dell’Empolese Valdelsa, area di 753 kmq nella Toscana centrale con 167.000 residenti, oltre 1 milione di pernottamenti turistici e 300.000 ingressi annui nei musei del territorio. Sono 21 i musei che fanno parte, a oggi, del Sistema con l’obiettivo di allineare tutti i presidi culturali dell’area ai requisiti dei Piani Integrati Cultura (PIC) della Regione Toscana, rendendo reale e concreta la collaborazione scientifica, gestionale e promozionale dei musei stessi.

Relatori: tra gli esperti esterni il panel vedrà la presenza di Luca Dal Pozzolo, Direttore Osservatorio Culturale del Piemonte e fondatore di Fondazione Fitzcarraldo; Paolo Grigolli, Direttore SMT – School of tourism and cultural management; Luca Lagash, socio fondatore Collettivo OP; Alessandro Isaia, Direttore Fondazione Artea, da definire l’individuazione del relatore per la presentazione del Mudev.

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *