Ferrara. Si fa esercizio per “non perdere la memoria, domenica 26 gennaio, alle 17.30, al Ferrara Off, in occasione della Giornata della Memoria, in collaborazione con l’Istituto di Storia Contemporanea e Ferrara Musica nell’ambito di Ferrara Sintonie va in scena il melologo per voce e pianoforte tratto da Primo Levi Gerarchia e privilegio, con Diana Hobel alla voce e Claudio Rastelli al pianoforte. Melologo dalle riflessioni di Primo Levi sulla struttura e le dinamiche dei campi di concentramento e sterminio.

Gli autori raccontano: “Nell’affrontare una drammaturgia da Primo Levi, siamo partiti non dai suoi romanzi, ma piuttosto dalle sue riflessioni sulla struttura e le dinamiche dei campi di concentramento e sterminio contenute nei suoi saggi, negli articoli di giornale e nelle sue recensioni ai romanzi altrui. Da questi materiali eterogenei emerge, costante, una visione più complessa di quanto ci aspettassimo sulla natura dei campi. il punto è quanto l’uomo riesca a perdere di vista il suo stato reale (di prigioniero) e preferisca identificarsi con chi lo tiene in catene, rinunciando così alla possibilità di farsi libero. E quanto queste dinamiche di collusione a vari livelli con chi opprime i suoi simili ci possano riguardare da vicino, oggi come ieri, e si debba dunque vigilare affinché non ci si trovi mai più costretti a scegliere tra perire o essere correi di sistemi criminali”.

“Una delle cose che ci ha più stupiti è stata apprendere che di notte, ad Auschwitz, gli appartenenti alle SS dormivano fuori dal campo.” Raccontano gli autori “Il campo, di notte, rimaneva sorvegliato dagli stessi prigionieri che avevano avuto l’abilità e la volontà di farsi loro gregari, in cambio di un ruolo di potere, che voleva dire ottenere dei privilegi, che voleva dire, molto spesso, la possibilità di sopravvivere alla fame e al freddo, che abbattevano senza scampo la gran massa anonima di ‘non-privilegiati’.

Posto che lo stesso Levi sospende il giudizio su questa cosiddetta ‘zona grigia’, il punto è quanto l’uomo riesca a perdere di vista il suo stato reale (di prigioniero) e preferisca identificarsi con chi lo tiene in catene, rinunciando così alla possibilità di farsi libero. E quanto queste dinamiche di collusione a vari livelli con chi opprime i suoi simili ci possano riguardare da vicino, oggi come ieri, e si debba dunque vigilare affinché non ci si trovi mai più costretti a scegliere tra perire o essere correi di sistemi criminali”. Il melologo è stato prodotto da  AdM Amici della Musica di Modena e Istituto di Cultura Italiana di Lubiana.

A Ferrara Off inoltre nel week end di sabato 25 e domenica 26 gennaio si alternano teatro e musica. Sabato 25, alle 21, va in replica Futuro Anteriore, la produzione Ferrara Off dedicata al tema dell’invecchiamento visto da quattro attori under 35, Antonio Anzilotti De Nitto, Matilde Buzzoni, Gloria Giacopini e Matilde Vigna, per la regia di Giulio Costa e la drammaturgia di Margherita Mauro. Lo spettacolo sarà a Giarola venerdì 24 e domenica 26 al Teatro Ballarin di Lendinara.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.