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Gattatico, Reggio Emilia. Al via sabato 13 febbraio il primo appuntamento di “Espansione Di Memoria 3.0”, un progetto di Libera Contro Le Mafie e Istituto Alcide Cervi che da tre anni indaga sul ruolo della testimonianza civile al servizio della legalità e della cultura democratica e che quest’anno si articola in un ciclo di tre incontri previsti per sabato 13, 20 e 27 febbraio, dalle ore 10 alle 17, a Casa Cervi.

Il primo appuntamento di sabato 13 febbraio pone dunque l’attenzione sul mondo della scuola e intende approfondire il ruolo della memoria come risorsa didattica. “testimoni in classe” il titolo del seminario rivolto in particolare agli insegnanti e ai volontari che operano nella scuola, e aperto a tutti gli interessati. Lo scopo è quello di fornire moduli e strumenti per la piena valorizzazione dei testimoni a contatto con gli studenti e i curricula didattici di ogni ordine e grado.Moro-Agnese

All’incontro di sabato interverrà un’ospite d’eccezione, Agnese Moro, figlia di Aldo Moro, testimone diretta di uno dei delitti che più hanno segnato la storia italiana del dopoguerra, insieme ad esperti educatori e formatori quali: Mario Schermi Libera Università dell’Educare, Raffaele Mantegazza Università degli Studi di Milano Bicocca e Mauro Maggi Gruppo Abele Onlus.

Libera e Istituto Cervi hanno iniziato diversi anni fa un gemellaggio non solo ideale tra cul­tura antimafia e cultura antifascista. Il presidio della legalità e i valori della Resistenza insieme possono generare un valore aggiunto di riflessione, il cui punto di incontro più alto è proprio la riflessione sul ruolo della memoria nella formazione civile. Il “valore memoria” è il capitale più inestimabile che la democrazia, la legalità, l’antifascismo possono difendere.

C’è un patrimonio comune che lega le storie della Resistenza, le grandi lotte per la democrazia, la terribile stagione del terrorismo, la scia di lutti che le mafie hanno lasciato die­tro di sé. Questa materia viva sono gli uomini e le donne che portano sulla loro pelle l’esperienza diretta di quei fatti. Testimoni perché coevi, protagonisti involontari perché familiari di vittime, travolti dalla storia e dai suoi fenomeni sociali, anche i più deteriori. La memoria dolente della storia italiana è fatta di persone che affrontano questo ruolo in molti modi, nessuno di questi facile.alcide cervi

Il ciclo dei tre incontri non è in un luogo casuale. Casa Cervi, luogo di memoria della Resistenza, è uno dei primi che si è misurato con le complessità di una dimensione privata trasformata in sfera pubblica. Una casa appunto, dove l’ambito domestico ha sempre dovuto convivere con una rappresentanza collettiva. Alcide diventa Papà Cervi, le mogli diventano vedove dei sette fratelli, i bambini figli di martiri dell’antifascismo. Nessuno di loro aveva chiesto di recitare questa parte. Così come nessuno dei familiari di vittime di mafia, dei congiunti delle stragi di Stato o del brigatismo rosso. Quasi tutti, dal 1945 ad oggi, hanno agito con la responsabilità cui erano stati chiamati loro malgrado. Facendo dono della loro dolorosa esperienza alla comunità.libera

“Espansione di Memoria” indaga sul ruolo della testimonian­za nella costruzione delle competenze e delle coscienze. L’età contemporanea dispone ancora di questa “rapid ac­cess memory”, la risorsa che, come la RAM dei dispositivi informatici, consente alla macchina sociale di funzionare cor­rettamente. La memoria è l’enzima che trasforma l’attualità in storia. In questi anni abbiamo indagato tutte le forme, le vulnerabilità, le ricchezze della testimonianza, anche nei suoi aspetti più difficoltosi.

L’alleanza tra memorie, che sottende al progetto di Espansione di Memoria, quest’anno si concentra in particolare sulle buone pratiche, sugli strumenti e le chiavi di lettura per una efficace valorizzazione e tutela della testimonianza in tre diversi contesti: la scuola, le istituzioni, l’associazionismo. Tre pubblici differenti, con diverse esigenze, in cui la memoria gioca ruoli diversificati, anche se cruciali.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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