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Brescia. Sin dalla fondazione la Cooperativa Cauto, acronimo di Cantiere di Autolimtazione, ha per vocazione primaria l’attenzione verso la persona e l’ambiente. Negli anni ha maturato una solida esperienza per generare economia circolare e riduzione degli sprechi, che ha generato, oltre che una riduzione di rifiuti sul territorio e una coscienza sociale per la tutela dell’ambiente, più di 500 opportunità di lavoro di cui molte a sostegno di persone disagiate e inserimento lavorativo.

In questi giorni Barbara Barozzi, esperta e responsabile del settore Eco Gestione Rifiuti Cauto, ha partecipato a Roma, presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ad evento speciale in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR), per stilare una mozione sulle tematiche inerenti la riduzione e la prevenzione dei rifiuti.

Forte di una decennale e consolidata formazione nel settore, la cooperativa, ha aderito e portato al tavolo una serie di azioni di prevenzione diverse: Dispensa Sociale, per il recupero e la redistribuzione sociale di alimenti invenduti della GDO. Isole del Riuso, all’interno delle isole ecologiche, in cui i cittadini possono destinare all’isola del riuso i propri beni, evitando di conferirli in isola ecologica come rifiuti. Ausilioteca per recuperare ausili sanitari dismessi per chi ne ha bisogno; Spigocard, tessera punti del negozio dell’usato di CAUTO che premia i clienti che allungano il ciclo di vita dei beni donandoli al negozio.

Il SERR rappresenta la principale e più ampia campagna di informazione e sensibilizzazione dei cittadini europei circa l’impatto della produzione di rifiuti sull’ambiente. Per i suoi primi 10 anni il comitato promotore della SERR in Italia – composto dal capofila AICA, CNI Unesco come invitato permanente, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Utilitalia, ANCI, Città Metropolitana di Torino, Città Metropolitana di Roma Capitale, Legambiente, Regione Sicilia – ha organizzato un evento speciale. Anche la Rete CAUTO ha aderito accogliendo l’invito a presentare una mozione sulle tematiche inerenti la riduzione e la prevenzione dei rifiuti.

Il 5 dicembre presso l’auditorium del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, si è svolta la giornata di lavori che ha riportato la centralità di tutti gli action developer che, come CAUTO, ogni giorno lavorano e maturano esperienza per generare economia circolare e riduzione degli sprechi. Questo Parlamento cittadino, in dieci anni di SERR ha partecipato con oltre 30 mila azioni con cui si sono evitate centinaia di tonnellate di rifiuti prodotti. Inoltre tale numero ha fatto sì che l’Italia si posizionasse quasi ogni anno in cima alla classifica degli stati europei per numero di azioni registrate.

Leva di queste esperienze è l’intercettazione del bene prima che diventi rifiuto. Perdurabilità e sostenibilità sono il successo delle azioni, dovuto alla centralità dei cittadini e al cambiamento che si genera nei comportamenti individuali e collettivi. Queste esperienze interpretano l’Ambiente come opportunità per realizzare percorsi d’inserimento lavorativo per persone fragili.

Il connubio tra valenza sociale ed economia circolare è il maggiore punto di forza. Elemento critico è l’essere limitate alla prevenzione, senza raggiungere il “gradino successivo” della gerarchia europea per la gestione dei rifiuti: la preparazione al riutilizzo, che permetterebbe di intercettare materiali classificati come rifiuti. A oggi vi sono limiti normativi (assenza di un decreto attuativo specifico e vincoli della normativa end of waste) che impediscono di rendere tale pratica una realtà su ampia scala.

CAUTO ha proposto che l’emanando decreto sulla preparazione al riutilizzo preveda e riguardi:

  1. modalità autorizzative specifiche per tracciare e quantificare i rifiuti trattati mediante preparazione al riutilizzo.
  1. categorie di rifiuti con valenza sociale (ausili e attrezzature medico sanitarie)
  1. requisiti autorizzativi per imprese di carattere sociale, per valorizzare realtà già operanti nel settore ambientale, favorendo quanto previsto dal pacchetto europeo sull’economia circolare
  1. una procedura chiara che tracci i flussi dei rifiuti in ingresso e dei materiali in uscita, arginando derive di cattiva gestione. L’impianto autorizzato deve ad esempio garantire unafiliera diretta di vendita al dettaglio al consumatore finale.

Poiché le cooperative sociali svolgono tradizionalmente servizi di tipo ambientale, possono fungere da moltiplicatore nella preparazione al riutilizzo, intercettando rifiuti quantitativamente e, anche qualitativamente, in grado di generare oltre che forme di economia circolare, economie inclusive adempiendo anche agli obiettivi di sviluppo sostenibile del millennio.

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