Crema (Cremona) – Per il quarto anno consecutivo, la sala Bottesini del Teatro San Domenico di Crema, ospita il “Festival Espressioni”, rassegna itinerante di video-danza e arti performative ideatada Perypezye Urbane ed organizzata dall’Associazione K.

Quest’anno la rassegna è ispirata alla lettura che Umberto Eco fa dell’arte contemporanea. In “Opera aperta” Eco “mirava a sostenere che l’apertura, potenzialmente infinita, si misurava di fronte all’esistenza concreta dell’opera da interpretare” (2011, Conferenza a Torino nell’ambito del seminario “Nuovo realismo: una discussione aperta”). Le opere contemporanee consentono una molteplicità di letture e di nuove immagini del mondo.

Espressioni intende lanciare la più banale – ma anche la più complessa – delle domande: cosa significa fare video danza? Il risultato è interessante e fa scaturire un rapporto molto forte tra l’archittettura e la danza. Spazi ampi e prevalentemente vuoti, o spazi ristrettissimi, dove risalta la presenza del movimento danzato. Questi corpi in movimento ci conducono in un viaggio parallelo e ci suggeriscono il passaggio dallo spazio esteriore a quello interiore delle emozioni.

Degno di una nota a parte è “Rizophora un meraviglioso progetto girato nel Villaggio dell’Amicizia ad Hanoi in Vietnam. Il villaggio ospita un centinaio di bambini figli o nipoti delle persone che sono state esposte all’agente arancio (Orange Agent) durante la guerra del Vietnam. Il video è pura poesia.

Durante le due settimane di festival ci saranno anche degli eventi collaterali con performance di danza e musica dal vivo. Vedremo quindi la nascita di un nuovo festival internazionale di danza butoh (uno dei pochissimi in Italia). Questo sta ad indicare la vocazione e il particolare interesse che l’Associazione K nutre per la performance e gli spettacoli dal vivo. Protagonisti di questi spettacoli saranno i danzatori Willian Lopes, Ursula Pehlke e Maruska Ronchi, e i musicisti Stefano Carniti, Giordano Costi, Filippo Guerini e Mauro Pamiro.

La danza butoh si allontana dalla ricerca di esteticità ed esteriorità per permettere al danzatore di ascoltarsi ed esprimere la sua interiorità ed autenticità, seguendo le emozioni e le immagini del momento.

Puoi danzare come un fiore, puoi imitarlo ed esso diventerà il fiore di tutti, banale e di scarso interesse; ma se, al contrario, metti la bellezza di quel fiore e l’emozione che evoca dentro il tuo corpo morto, allora il fiore che avrai creato sarà unico e vero.” – Kazuo Ohno