Le donne ci fanno male. L’uomo conquista la luna, scopre nuovi continenti, costruisce torri alte fino al cielo, e poi basta una donna a ridimensionare tutto questo. Le donne hanno l’innata capacità di far sentire l’uomo sia re sia pezzente nel medesimo istante, sono esseri straordinari, emotive, incoerenti, irrazionali.

Sono sempre state ostacolate poiché ritenute inferiori da questa società mentalmente ferma al Medioevo.
Le loro conquiste, se così si possono chiamare, sono, in realtà, le loro sconfitte, e i loro non sono diritti, bensì concessioni, come si concede un osso al cane dopo una sonora bastonatura. Essere donna è come essere martiri; tutti li ammirano, tutti li lodano, ma nessuno vorrebbe essere al loro posto.Tuttavia non condivido l’eccessivo vittimismo delle donne, come non condivido la demonizzazione dell’uomo.

Essere donna, per una donna, costa fatica, come costa fatica all’uomo essere uomo e non un mero insieme di muscoli e peli. Essere orgogliose di essere donna non significa disprezzare gli uomini e poi pretendere un’uguaglianza forzata, con loro. Uomini e donne sono diversi l’uno dall’altro e, nelle loro diversità, essi devono rispettarsi, e perché no, anche aiutarsi.

Come non confondo l’alba col tramonto, così non confonderò l’essere donna con l’essere femminista; esistono, infatti, esseri dotati di utero che, proprio per questa loro straordinaria peculiarità, ritengono di essere superiori a ciò che li circonda, e che tutto sia loro dovuto. Essere donna non è nulla di tutto questo: la vera donna non è né la copertina di un mensile a tiratura mondiale, né una bambola gonfiabile in completo intimo che emette vocalismi sconnessi durante un programma televisivo in prima serata.

La vera donna ha il fuoco nelle vene, è testarda, tenace; orgogliosa quanto basta per non farsi schiacciare e umile per saper perdonare ed essere perdonata. La vera donna ride dell’uomo, ma soprattutto ride con l’uomo. La vera donna è quella che con le sue esili braccia riesce a rimettere in piedi uomini più grandi di lei che il destino ha spezzato, e che non si stanca mai di farlo.

Togliete al cielo il sole, togliete agli orologi gli ingranaggi, togliete le foglie dalle piante, strappate ogni fiore dalla corona della primavera e forse, e sottolineo forse, capirete che cosa sia un mondo senza donne. Vi invito quindi a immaginare Cesare senza Cleopatra, Garibaldi senza Anita e Giustiniano senza Teodora, e a riconsiderare la loro importanza storica, dando per assunto la non esistenza del genere femminile. Perché, se è vero che gli uomini cambiano il mondo, è altrettanto vero che le donne cambiano gli uomini.

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