“Oggi è ancora presto per valutare soluzioni, ma sicuramente dovremo rimodulare in parte le varie attività. Speriamo che ci sia comunque l’opportunità di far vivere un’esperienza estiva a bambini e ragazzi”.

Così Barbara Battilana e Vincenzo Piccolo, presidenti del Comitato nazionale Agesci, commentano l’idea espressa dalla ministra Bonetti, che in un’intervista a Redattore Sociale ha ribadito l’intenzione di coinvolgere la “poderosa rete” dell’associazionismo, attraverso opportuni sostegni economici (parla di almeno 35 milioni di euro) nel costruire attività estive di sostegno alle famiglie con figli.

“È sicuramente un problema da affrontare e noi, come associazione educativa, abbiamo sempre avuto a cuore le difficoltà dei giovani e delle famigliespiegano i presidenti di Agesci – La nostra specificità è sempre stata quella di accogliere le istanze che vengono dal territorio in cui siamo inseriti, laddove le nostre forze di volontari lo consentano. Anche in questa occasione valuteremo come poter rispondere alle richieste che ci perverranno”.

Certo è che gestire un’attività per ragazzi, in questo momento, richiede attenzioni e regole nuove.

“È una riflessione che abbiamo ben presente, ci stiamo interrogando in questi giorni sulla possibilità di svolgere attività estive in linea con le disposizioni che verranno date.

Appena ci sarà il bando lo leggeremo e valuteremo le possibilità. Molto dipende dal tipo di impegno che verrà richiesto agli educatori.

I nostri capi avranno come primo obiettivo, se ci saranno le condizioni, quello di tornare ad organizzare le attività scout per i nostri bambini e ragazzi”.

La priorità è accompagnare i ragazzi nella ripresa della socialità che hanno dovuto abbandonare.

“Da mesi non riescono a vivere relazioni tra pari, se non con i propri fratelli o sorelle e la condizione che vivono si fa sempre più pesante. Crediamo che la priorità debba essere data al riprendere le relazioni con bambini e ragazzi, considerando le diverse fasce d’età e le conseguenti esigenze.

La fantasia di ogni educatore porterà a ideare giochi e attività che consentano di divertirsi con i propri amici, pur mantenendo le dovute attenzioni rispetto alle distanze che verranno decise: tutto dovrà essere vissuto come regole del nuovo gioco da fare assieme.

Rispetto al nostro contesto, valuteremo le limitazioni, ma possiamo immaginare uscite in piccoli gruppi e attività all’aria aperta: sappiamo che per i ragazzi avere una libertà di movimento e di relazione sarà già una grande gioia”.

Se queste sono le speranze e le prospettive per la cosiddetta “Fase 2”, intanto l’associazione ha cercato di restare attiva e vicina ai ragazzi anche durante la Fase 1.

“La creatività e la dedizione di tanti capi educatori non ha impedito di tener vivo il legame con i bambini e i ragazzi.

Quando tutto questo sarà finito, ci sarà lo spazio per tornare a vivere lo scoutismo vero, in comunità, nella natura e lungo la strada”.