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Quest’anno, il Verbier Festival festeggia il suo 25° compleanno. Un’’occasione ideale per riunire i musicisti che hanno contribuito a creare la leggenda, per celebrare degnamente questo quarto di secolo di musica, di eccellenza e di condivisione.

Più di trenta solisti, tra i più assidui del Festival, hanno accettato di suonare insieme per la prima volta in occasione di un grande concerto di gala che andrà in scena nella Salle des Combins, sotto la direzione di Gàbor Takacs-Nagy, coinvolgendo i musicisti della Verbier Festival Chamber Orchestra.

La grande famiglia del Verbier si riunirà per questo 25° anniversario con un programma tenuto ancora segreto, in cui le opere più celebri si mescoleranno alle sorprese musicali. In particolare, sarà l’occasione per ritrovare Martha Argerich, colonna portante del Festival fin dalla sua prima presenza nel 1997, che ha accettato di fare il suo grande ritorno nel Vallese, dopo tre anni d’assenza, per partecipare a questo concerto cardine della stagione.

Onore al merito di Valery Gergiev, che tornerà sul podio per dirigere il concerto d’apertura di questa ’edizione celebrativa. Per questa grande serata, il direttore ha scelto di affiancare ai musicisti della Verbier Festival Orchestra alcuni dei giovani più talentuosi della loro generazione. Cimentandosi con opere del XIX e XX secolo, il repertorio che predilige, il maestro ritroverà il giovane violinista Daniel Lozakovich, già allievo dell’Academy, che a 17 anni soltanto figurerà per la quarta volta nella programmazione ufficiale del Festival, ma anche il giovane pianista George Li, grande rivelazione del concorso Cajkovski 2015, anch’egli ben noto ai frequentatori del festival.

Per l’occasione, Valery Gergiev ha scelto di rendere omaggio alla musica russa, interpretando la Shéhérazade di RimskijKorsakov, oltre che una composizione del suo amico e compatriota Rodion Scedrin, datata 2009, che inaugurerà un’edizione 2018 più che mai aperta alla musica contemporanea.

Come ogni anno, anche la 25a edizione del Verbier Festival offrirà un ruolo di spicco al più bello tra tutti gli strumenti musicali: la voce umana. La nota più luminosa della programmazione vocale sarà garantita da due capolavori del repertorio sacro: La Creazione di Haydn e il Requiem di Fauré.

Sedotto dal lavoro di Händel alla corte di Londra, che aveva apprezzato durante i suoi viaggi in Inghilterra nell’ultimo decennio del Settecento, l’’ormai sessantenne Joseph Haydn sacrificherà le forze e la salute nella composizione destinata a divenire il suo ultimo, grande capolavoro.

Opera della maturità anche per Gabriel Fauré, il Requiem, creato nel 1888, evoca una visione pacificata della morte: «Si è detto che quest’opera non esprime il terrore della morte; qualcuno l’ha chiamata una ninna nanna funebre. Eppure è così che io sento la morte: come una lieta liberazione, un’aspirazione alla felicità dell’’aldilà.»

Per la sua prima stagione in veste di direttore musicale della VFO, il maestro Valery Gergiev ha scelto di condurre i giovani musicisti all’’esplorazione dell’’opera verista con il grande capolavoro di Francesco Cilea, Adriana Lecouvreur.

Solista del Teatro Mariinskij dal 2014, la soprano Tatiana Serjan, che farà il suo esordio quest’anno a Verbier, interpreterà il ruolo di questa diva dal destino tragico. Comprimaria di lusso, Ekaterina Semenchuk sarà la Principessa di Bouillon, la rivale spietata che avvelenò Adriana Lecouvreur, in quello che fu uno dei più celebri fatti di cronaca nera del XVIII secolo.

Per un altro grande dramma del repertorio italiano, i giovani cantanti dell’’Academy si cimenteranno con il Rigoletto, uno dei maggiori successi di Verdi, creato nel 1851 su un libretto che fece scalpore, tratto dal dramma di Victor Hugo «Le roi s’amuse».

Per l’’occasione, il grande direttore francese Alain Altinoglu, specializzato nel repertorio lirico, farà il suo esordio al Festival quest’’anno, alla testa della Junior Orchestra. La stagione vedrà anche il ritorno nel Vallese di alcune delle migliori voci nella storia dell’’opera, dando spazio a tutte le generazioni.
Fra queste, la grande mezzo-soprano svedese Anne Sofie von Otter, che ha accolto l’invito a partecipare a una straordinaria serata, eclettica e festosa, orchestrata dal cantante pop Rufus Wainwright.

E poi l’’attesissima Magdalena Kozena, che si esibirà in un concerto incentrato sulla musica del XIX e XX secolo, prima di unirsi alla Cetra de Bale, diretta da Andrea Marcon, in un programma consacrato al suo compositore prediletto: Claudio Monteverdi.

Infine, la giovane rivelazione Pretty Yende, soprano sudafricana divenuta una star grazie a una sostituzione dell’’ultimo momento a New York nel 2013, tornerà ad allietare il pubblico della Salle des Combins, partecipando al concerto inaugurale del festival, dopo il suo apprezzato debutto a Verbier nel 2015. Dopo avervi interpretato Mozart, la giovane cantante potrà fare sfoggio di tutto il suo virtuosismo nello scintillante «Glitter and be gay», tratto dal Candide di Bernstein.

 

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