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Orzinuovi, Brescia. La mostra  “Evidenze invisibili” che inaugura alla Rocca di Orzinuovi, sala Martinazzoli,  piazza Garibaldi, venerdì 26 aprile alle ore 18, è un insieme di sguardi alle sculture del territorio orceano. La mostra rimarrà aperta sino al 12 maggio.

Il L.A.M. Laboratorio d’Arte Marmellata, associazione promotore dell’evento, ancora una volta dimostra il suo legame con il territorio, si propone con questo progetto di rivalutare, interpretandole, le opere d’arte più silenziose, testimoni di un tempo passato e presente, punto di riferimento urbanistico la cui presenza è identitaria di un luogo.

Nient’altro che una passeggiata per le piazze e le vie della cittadina della Bassa, con la voglia ogni tanto di alzare lo sguardo rimanendo meravigliati o compiaciuti delle opere plastiche che, nella loro bellezza e significato, aprono pagine di storia presente e passata del territorio in cui siamo e viviamo. Il catalogo e la mostra pongono per la prima volta l’attenzione al patrimonio artistico scultoreo esterno del territorio.

Inoltre, avendo chiesto all’Architetto Pietro Alessandro Platto uno studio più approfondito ed esteso delle opere scultoree comprese le lapidi e la scelta di alcune sculture del cimitero orceano, verrà presentato in mostra il libro “Orzinuovi: itinerari di un museo all’aperto”, il libro è finanziato dalla Cooperativa Sociale “La nuvola”.

Il L.A.M. nato nel 2008 nella sede della Fondazione Enrico Nolli Onlus in cui è ospitato e sostenuto, svolge pratiche artistiche che rendono visibili le qualità individuali delle persone anche con progetti collettivi. La partecipazione è aperta a chiunque voglia compiere un’esperienza artistica nel fare relazionale dove la diversità è vista come ricchezza e stimolo, con uno sguardo rivolto alla comunità e al territorio. Quest’ultimo è oggetto di costante osservazione e indagine da parte del L.A.M. che ha rivolto e rivolge il suo interesse ad ambiti che riguardano la riflessione critica, la memoria, l’urgenza, l’attenzione.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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