Sempre più spesso veniamo invasi, sulla nostra bacheca, da post e condivisioni di amici che richiamano fantomatiche leggi che tutelerebbero la nostra privacy su Facebook.

Chiariamo subito un concetto.
Se siamo su Facebook significa che della nostra privacy (almeno riguardo a ciò che pubblichiamo) non ce ne importa un tubo.
Scansati questi dubbi chiariamo un altro concetto: nel momento in cui ci si iscrive a Facebook accettiamo e sottoscriviamo alcuni termini di utilizzo che chiariscono, fra gli altri, anche i nostri diritti alla privacy.
Se qualcuno ha dei dubbi in merito a questo è meglio che non si iscriva o si disiscriva da Facebook, se l’ha già fatto.

Siamo spettatori ogni giorno di TG che ormai utilizzano Facebook come fonte di notizie su persone protagoniste dell’attualità quotidiana: cronaca nera, rosa o grigia non importa.
Le immagini e gli scritti presenti nei profili feisbucchiani vengono spiattellati in TV poiché sono pubblici e a disposizione di tutti.

A tal proposito è bene precisare che se desideriamo ardentemente tutelare il nostro privato senza rinunciare alla grande F, è meglio non dimenticare di “sigillare” il nostro profilo impedendone la visione a chi non è nostro “amico”. Farlo è semplice. E’ sufficiente accedere alle impostazioni del nostro profilo e scegliere se rendere pubbliche o meno le informazioni che pubblichiamo.

L’ultima perla che riguarda la privacy condivisa (purtroppo) ormai da centinaia di migliaia di utenti e che contiene riferimenti a leggi inesistenti è la seguente:

[pull_quote_center]A causa del fatto che Facebook ha scelto di includere un software che permette il furto di informazioni personali, dichiaro quanto segue: oggi, giorno 25 novembre 2014, in risposta alle nuove linee guida di Facebook e articoli l. 111, 112 e 113 del Codice della proprietà intellettuale, dichiaro che, i miei diritti sono associati a tutte le mie informazioni personali, dipinti, disegni, fotografie, testi, ecc… postati sul mio profilo. Per l’uso commerciale di quanto sopra, è necessario il mio consenso per iscritto in qualsiasi momento.
Chi legge questo testo può copiarlo e incollarlo nella propria bacheca di Facebook. Ciò consentirà di porsi sotto la protezione del diritto d’autore. Informo Facebook, che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire, diffondere o fare qualsiasi altra azione contro di me, sulla base di questo profilo e / o dei suoi contenuti. Le misure di cui sopra si applicano anche ai dipendenti, studenti, agenti e / o dipendenti, sotto la direzione di Facebook. Le informazioni riservate sono incluse nel contenuto del profilo. La violazione della mia privacy è punibile dalla legge (UCC 1 1 1 1-308-308-308-103 e Lo Statuto di Roma). Tutti i membri sono invitati a pubblicare un annuncio di questo tipo, o se si preferisce, questo testo può essere copiato e incollato. Se non si pubblica questa dichiarazione almeno una volta, tacitamente si consente l’utilizzo di elementi quali foto, così come le informazioni contenute nell’aggiornamento del proprio profilo.[/pull_quote_center]

Ecco, tutto ciò che vedete scritto fra virgolette è una ciofeca. Non è vero. E’ una bufala.
Non è nient’altro che una catena di Sant’Antonio che un simpatico burlone ha postato per verificare quanti utenti avrebbero abboccato.

E di esempi se ne potrebbero fare a centinaia. Ma ne parleremo in un altro post.

Detto questo sappiate che dal 1 gennaio 2015 Facebook modificherà le condizioni di utilizzo del suo portale e proporrà (già lo sta facendo) ad ognuno degli iscritti di accettare le nuove norme.
Ecco il video che spiega il tutto:

À bientôt.