Tempo di lettura: 2 minuti

Ognuno di noi ha un posto tutto nostro, un posto dove andare a meditare, a stare da soli, dove ci si sente piccoli, dove facciamo pensieri troppo grandi che un po’ ci spaventano, un posto dove però ci piace tornare per immergerci nel mare delle nostre riflessioni”.

Il concorso fotografico FAInfinito, dedicato alle Giornate FAI d’Autunno, si ispira a queste parole che Valentina Petri, professoressa di lettere di Vercelli ha utilizzato pochi mesi fa per provare a far superare ai propri studenti i duecento anni che oggi ci separano oggi dalla lirica composta da un Giacomo Leopardi poco più che ventenne nel 1819.

Una vera sfida che insieme al FAI diventa anche un challenge su Instragram e invita gli utenti a postare le immagini di quell’”ermo colle” che ognuno di noi custodisce gelosamente.

Dal 29 settembre, giorno di apertura al pubblico dell’Orto sul Colle dell’Infinito, nuovo Bene FAI a Recanati a domenica 13 ottobre, giornata di chiusura delle giornate FAI di Autunno, sarà possibile raccontare il proprio luogo ispirato all’Infinito di Leopardi. La capacità narrativa della foto, la sua resa estetica, l’originalità dello scatto saranno gli elementi di valutazione di una giuria qualificata scelta dal FAI che premierà i vincitori entro il 31 ottobre 2019.

Per partecipare al concorso è necessario inserire nel post i seguenti tag e menzioni: #giornatefai #fainfinito @fondoambiente.

Il premio consisterà in un paio di cuffie Bose Quiet Comfort 35 II. La Foto giudicata vincitrice sarà, inoltre, pubblicata, citando l’autore, sul profilo Instagram del FAI e sul sito di Giornate FAI d’Autunno.

Il regolamento

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare. (G. Leopardi)

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *