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Casalmaggiore, Cremona. Cosa accadrebbe se l’Arcangelo Gabriele piombasse oggi davanti a una donna emancipata, precaria della cultura, di circa 40 anni? E se la donna in questione dicesse “ci devo pensare”? È ciò che accade in “Farsi fuori” lo spettacolo, selezionato al Premio In-Box 2019, di Luisa Merloni, anche interprete insieme a Marco Quaglia, in scena sabato 11 gennaio alle ore 21 al Teatro Comunale di Casalmaggiore, nuovo appuntamento della Stagione 2019-2020, diretta da Giuseppe Romanetti, realizzata dal Comune di Casalmaggiore con il sostegno della Regione Lombardia nell’ambito di Circuiti Teatrali Lombardi.

Con ironia tagliente “Farsi fuori” riflette sugli stereotipi con cui una donna di quarant’anni deve fare i conti per il fatto di non aver avuto figli. Il dialogo tra la donna e l’arcangelo Gabriele diventerà un viaggio attraverso questi stereotipi sulla maternità e la difficoltà delle donne di scegliere liberamente.

Da anni Luisa Merloni lavora su una “comicità del quotidiano, del goffo e dell’inadeguato rispetto alle richieste del mondo”, costruendo una sorta di super-personaggio alla Bridget Jones che attraversa diversi suoi spettacoli e interpretazioni.

«In una società che vede forse per la prima volta una generazione di donne ritardare sempre più la scelta di diventare madri, la maternità –  scrive Luisa Merloni – come scelta, come dovere torna ad essere tema discusso e controverso nonchè un nodo nevralgico dove si scontrano spesso visioni differenti sulla vita, la religione, la spiritualità. Femminismo è una parola che sta tornando alla ribalta del dibattito pubblico e sempre irriducibilmente scomoda.

Eppure è nel solco del pensiero femminista che troviamo queste parole: margine, eccentrico, nomade.  Parole che richiamano un fuori, un luogo vicino ma radicalmente altro, sempre in trasformazione, un luogo che non esiste, se non siamo noi a farlo esistere. Farsi fuori, dunque, per non essere fatte fuori, anche. È un’operazione difficile, ad alto rischio, che può essere continuamente scambiata con “farsi da parte”. Si tratta di ripartire sempre da una scomodità, da questo fuori impossibile, non per fare di questa posizione un dogma o un ghetto, appunto, ma proponendola come prospettiva privilegiata di complessità, dove possono coesistere anche in tensione tra loro, i diversi punti di vista critici sulle problematiche di genere».

In un susseguirsi di grande comicità, Luisa Merloni mette in fila gli stereotipi sulla maternità e le contraddizioni insite nei tentativi di smarcarsi da essi, nella consapevolezza che – come segnala il titolo – Farsi fuori non è davvero possibile.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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