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Pescarolo ed Uniti (Cremona) – Avere saputo che in paese si trova ancora una statua che, ricordo da bambino, veniva esposta al passaggio delle processioni religiose, mi ha portato a dare questo semplice titolo ricordando momenti dei quali purtroppo non è rimasta traccia.

Una grande fede e la semplicità di persone che in vari modi, non rinunciavano a onorare il passaggio di un simbolo religioso, mettendo sulla strada fiori e ceri, e ai balconi e alle finestre lampade illuminate a volte anche a colori, ricordo un balcone con un tradizionale cuore illuminato. C’era poi chi, nonostante la stanchezza per una giornata di duro lavoro, non rinunciava a dare il meglio di sé, in prossimità dei vicoli, dove c’era più spazio, realizzando altarini, giardini con fontane.

Ci sono poi due momenti che sono rimasti impressi nella mia memoria: il crocifisso della Marcelin Belisim e la Madonna della Rita dè Badil.

Il primo riguarda una signora, Marcelin Belisim, che viveva nella casa, oggi al 24 di via Matteotti, in una sporcizia incredibile, ma in occasione della processione non mancava di mettere fuori, alla finestra del primo piano, un crocifisso, però non avendo altri appigli, lo attaccava in alto mettendogli una corda attorno al collo e questo logicamente portava la gente a dire che impiccava il signore.

La Rita, all’anagrafe Pedrini Rita aveva altre due sorelle e la famiglia gestiva quello che un tempo era il caseificio di Castelnuovo del Vescovo. Sposatasi poi con Dante Zelioli, un carrettiere che con il suo mezzo riforniva di alimentari e frutta che andava a prendere a Brescia, i negozi di Pescarolo e dei comuni limitrofi, venne ad abitare a Pescarolo in via Carducci, diventando per la gente la Rita dè Badil. La signora era solita esporre la piccola statua alla finestra, verso strada, in occasione delle varie processioni e devo ammettere che consideravo oramai la statua della Rita dè Badil tra le tante cose buttate.

Invece proprio in questi giorni ho saputo che la statua c’è ancora e si trova in una famiglia che l’ha ricevuta, come da tradizione, seguendo il suo passaggio da una generazione all’altra ed è conservata in un modo che ne evidenzia anche la devozione, verso quella da sempre considerata come la Madonna Nera di Montserrat.

Il corpo, come la testa è ricavato dal tronco di una pianta, mentre le braccia, che si muovono, sono state aggiunte. Oggi è stata rivestita con un vestito bianco, mentre il suo originale era di carta e sembrava attaccato al corpo, o meglio non si capiva se era stato incollato o se era l’effetto del tempo. Purtroppo è ormai da tempo che la signora Rita è scomparsa e oggi è impossibile saperne di più.

L’unico aneddoto che ricorda chi l’ha ricevuta, perché la nonna glielo raccontava sempre, riguarda la sua iniziativa di mettere un po’ di cipria sul viso della Madonna, perchè era troppo scuro e non le piaceva. La nonna ritrovò la statua il mattino successivo in terra, ma con le lacrime agli occhi.

Non ci resta che ringraziare il proprietario per avere dato una risposta al nostro quesito e per le notizie avute con la conferma, che quella statua c’è ancora, esprimendo da parte nostra l’auspicio che resti sempre a Pescarolo, contribuendo ad arricchire i nostri piccoli ricordi di un tempo.

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